Telegraph, accordo tra RedBird e l’editore del Daily Mail

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Il quotidiano passa sotto il controllo dell’editore del gruppo di Lord Rothermere. In caso di via libera dall’antitrust Uk potrebbe nascere uno dei maggiori poli media del paese, di ispirazione conservatrice

Nuovo colpo di scena nell’intricata operazione di cessione del Telegraph. Il Daily Mail General Trust, il gruppo di Lord Rothermere proprietario del tabloid Daily Mail ha firmato un accordo per l’acquisizione del quotidiano britannico con il fondo americano RedBird.

Accordo da 500 milioni di sterline

L’annuncio dell’accordo è arrivato direttamente dall’editore in un comunicato e, se completato, potrebbe creare uno dei più grandi gruppi mediatici di destra del Regno Unito.
“Dmgt ha firmato un accordo con Redbird IMI per l’acquisizione di Telegraph Media Group per 500 milioni di sterline” (568,8 milioni di euro), ha dichiarato Dmgt in un comunicato.
L’auspicio è di finalizzare i termini della transazione “rapidamente”. Questa acquisizione “porterebbe la fiducia” di cui i dipendenti del Telegraph, un quotidiano fondato 170 anni fa, “hanno bisogno”, ha affermato Dmgt. Garantirebbe al giornale “una prosperità sostenibile sulla scena mondiale”.

Passaggio antitrust

Oltre al Daily Mail, il gruppo di Lord Rothermere possiede anche i quaotidiani Metro. Secondo il Financial Times, che aveva anticipato l’accordo, da tempo l’editore aveva manifetato interesse per il Telegraph “per unire i due maggiori giornali della destra”.
In questo modo il suo gruppo diverrebbe uno dei maggiori dei media nel Regno Unito in un momento in cui il partito Reform di Nigel Farage sta guadagnando consensi a scapito del Labour al governo.
L’accordo deve ora passare al vaglio delle autorità Antitrust che potrebbero imporre la cessione di alcuni asset.

La faticosa cessione

La comunicazione arriva otto giorni dopo il ritiro dell’offerta del fondo di Gerry Cardinale, proprietario anche del Milan, che aveva nuovamente gettato il quotidiano conservatore nell’incertezza.
Di proprietà dal 2004 della ricca famiglia Barclay, il quotidiano era stato messo in vendita dalla banca Lloyds alla fine del 2023 per estinguere i suoi consistenti debiti. Da allora ci sono stati diversi colpi di scena. Una joint venture tra il fondo americano RedBird e il fondo di investimento mediatico (IMI) con sede ad Abu Dhabi, Redbird IMI, aveva già raggiunto un accordo con la famiglia Barclay e rimborsato il debito in cambio di un’opzione per assumere il controllo della società. Ma la prospettiva che un fondo emiratino controllasse una delle pubblicazioni più influenti del Regno Unito aveva preoccupato il governo britannico, allora conservatore, che decise di legiferare per bloccare l’acquisizione di giornali britannici da parte di stati stranieri.