La radio si conferma un mezzo capace di generare risultati concreti e di aprire nuove frontiere nella comunicazione dei brand. È quanto emerso dal webinar “I Miracoli della Radio”, organizzato da FCP-Assoradio, che ha visto la partecipazione del presidente FCP Massimo Martellini, della presidente FCP-Assoradio Monica Gallerini e del professor Lucio Lamberti del Politecnico di Milano.

Durante l’incontro sono stati presentati i dati del progetto “Un Posto in Paradiso”, un esperimento condotto in condizioni estreme: un marchio inesistente, nessuna notorietà pregressa e nessun supporto promozionale. Nonostante ciò, la campagna radiofonica ha generato oltre 129 mila sessioni e 99 mila utenti, con un brand recall pari all’11,8 per cento nella fascia 25-54 anni e un tempo medio di risposta di un’ora e trentatré minuti dalla messa in onda dello spot. “La radio è un mezzo credibile, umano e immediato. Anche senza promozioni o notorietà riesce a catturare l’attenzione, stimolare curiosità e trasformarla in azione”, ha dichiarato Gallerini.
FCP-ASSORADIO-WEBINAR-26-NOV-2025_compressedIl webinar ha inoltre introdotto i risultati di un progetto scientifico dedicato alla psicoacustica, sviluppato dal Politecnico di Milano. Grazie all’applicazione di modelli di intelligenza artificiale, è stato possibile valutare la qualità estetica e produttiva degli spot audio in modo oggettivo e predittivo. Il sistema, denominato “Audiobox-Aesthetics Score”, ha mostrato una correlazione significativa con il ricordo pubblicitario, con un R² aggiustato di 0,17. Le creatività eccellenti, come quelle premiate al RadioPlus 2023, hanno raggiunto un ricordo stimato superiore di 6,3 punti percentuali rispetto alla media. “Siamo davanti a una nuova generazione di strumenti che uniscono scienza del suono, intelligenza artificiale e marketing”, ha sottolineato Gallerini, “capaci di rendere la valutazione della creatività più rapida, precisa e utile per brand e agenzie”.
La ricerca ha confermato che la radio non agisce isolatamente, ma attiva un circuito virtuoso che coinvolge ascolto, ricerca online, interazione digitale e approfondimento. Il dodici per cento del traffico totale è stato generato dai touchpoint digitali delle radio, dimostrando il valore delle loro piattaforme editoriali nel percorso di conversione.
“La radio non è solo un audio, è un ecosistema che vive on-air, online, su app, social e siti editoriali. L’integrazione radio-digitale amplifica i risultati e crea un percorso di marca più ricco ed efficace”, ha aggiunto Gallerini.

















