Carmine Masiello

Filosofia in divisa: il no dell’Alma Mater che interroga l’università contemporanea

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Dieci-quindici giovani ufficiali dell’Esercito sui banchi di filosofia a Bologna. Poteva essere un piccolo esperimento formativo, è diventato invece un caso che solleva domande sul rapporto tra università e istituzioni pubbliche.

Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, gen. Carmine Masiello (foto in apertura), ha raccontato agli Stati Generali della Ripartenza di aver chiesto all’Università di Bologna di attivare un corso di laurea in filosofia per giovani ufficiali. L’obiettivo: sviluppare “pensiero laterale”, strumenti per ragionare oltre gli schemi tradizionali. La risposta dell’Ateneo è stata negativa: si teme di militarizzare la facoltà.

“Non è una polemica”, ha precisato Masiello, parlando di sorpresa e delusione. Una reazione che ha fatto emergere interrogativi sul ruolo dell’università nella società contemporanea e sui suoi confini.

L’Alma Mater Studiorum, fondata nel 1088, si è sempre pensata come spazio di autonomia critica e universalità del sapere. La richiesta arrivava da un’istituzione dello Stato democratico, costituzionalmente sottoposta al controllo parlamentare. Due legittimità che si sono trovate di fronte, senza incontrarsi.

La filosofia – disciplina al centro della vicenda – nasce come esercizio di pensiero critico, dialogo, messa in discussione delle certezze. Formare ufficiali capaci di “pensare diversamente” potrebbe essere letto come opportunità o come rischio, dipende dall’idea di università che si ha in mente e da quali presenze si considerano compatibili con la missione accademica.

La questione resta sospesa, tra memoria storica e trasformazioni presenti. Non si tratta tanto di stabilire chi abbia ragione, quanto di riconoscere che si è aperta una riflessione necessaria su come si ridefiniscano gli spazi del sapere pubblico in una società che cambia forma.

Il gen. Masiello ha parlato di quanto sia “sintomatico dei tempi che viviamo”. L’Università ha ritenuto di dover tutelare la propria identità. Tra questi due poli si colloca un dibattito che merita più attenzione .