Omnicom rimane diversa. Taglia 4000 posti di lavoro ma salva i brand 

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Eliminare i ‘silos’ non i brand, ecco il verbo di Omnicom. Il gigante nato dall’incorporazione di Interpublic ha presentato la nuova organizzazione delle agenzie. Che mantiene tante sigle, molte di più di quelle che gli osservatori prevedevano e, piuttosto, annuncia di volere abbattere le barriere interne.

Un modello che si differenzierà molto, quindi, da quello di Publicis, ‘The Power of The One’, e anche da quello di WPP, che ha riunito tutte le sigle media in WPP Media. Il ceo John Wren, quindi, non ha voluto seguire il verbo dell’integrazione e della riduzione dei marchi, se non moderatamente.

Un sacrificio importante

A venire sacrificati, lato creatività nel nuovo assetto sono i marchi DDB, FCB, MullenLowe che saranno ritirati dal mercato nella prima metà del 2026; mentre rimangono in vita come marchi globali BBDO, TBWA e McCann, con l’eccezione ulteriore di alcune boutique e team per cliente.

Più larga la selezione lato media, con OMD, PHD, Hearts & Science, Initiative, UM e Mediahub a rimanere in pista. Circa 4000, oltre a quelli effettuati nelle fasi precedenti, i tagli previsti al personale.

Il personale e i clienti delle agenzie che escono di scena saranno divisi in modi diversi nei mercati locali tra i tre network creativi globali sopravvissuti. Nel Regno Unito, Adam & Eve/DDB London si unirà a TBWA\London per formare Adam & Eve\TBWA con un unico team di gestione. DDB esisterà ancora “in qualche modo” sotto il marchio Bernbach in alcuni mercati, ha aggiunto un portavoce.

Nel nuovo assetto l’85% dei dipendenti sarà impiegato in ruoli “professionali” e il 15% in ruoli di “back office”.

John Wren (Foto Ansa)

Manager e ‘connected capabilities’

Nove ‘connected capabilites’ definiscono la linea di vertice, sotto John Wren. In tema leadership, Florian Adamski, sarà CEO, Omnicom Media, inclusi Hearts & Science, Initiative, Mediahub, OMD, PHD e UM, nonché Acxiom. Chris Foster sarà CEO Omnicom Public Relations, inclusi FleishmanHillard, Golin, Ketchum, Porter Novelli e Weber Shandwick. Sergio Lopez sarà CEO, Omnicom Production, inclusi Content Solutions, Production Management e Studios. Duncan Painter, sarà CEO Omni e Flywheel Commerce Network. Troy Ruhanen sarà CEO di Omnicom Advertising, con inclusi i marchi BBDO, McCann, TBWA e US Advertising Collective.

Michael Larson, sarà CEO Diversified Agency Services, con riporti che includono: Dana Maiman, CEO, Omnicom Health, inclusi Healthcare Professional & Consumer, Medical Communications, Patient Engagement e Managed Markets; Mark O’Brien, CEO, Omnicom Branding, inclusi Interbrand, Siegel & Gale, Sterling Brands e Wolff Olins; Luke Taylor, CEO, Omnicom Precision Marketing, inclusi Credera, Critical Mass e Rapp. Di questi nove leader, otto provengono da Omnicom; solo Maiman è un dirigente di IPG. Altri dirigenti chiave già annunciati sono Phil Angelastro, chief financial officer, e Philippe Krakowsky, ex CEO di IPG, e Daryl Simm, che sono co-presidenti e chief operating officers.

Media e creatività

Quindi Omnicom Advertising avrà solo tre network creativi globali, BBDO, McCann e TBWA, ciascuno guidato da un CEO globale. Circa una dozzina di piccole agenzie creative, come Lucky Generals nel Regno Unito, Grabarz & Partners in Germania e The Martin Agency negli Stati Uniti. DDB – che ha vinto molti premi nelle rassegne globali e anche in Italia – esisterà ancora “in qualche modo” sotto il marchio Bernbach in alcuni mercati.

Omnicom Media opererà con sei network di agenzie media globali: OMD; PHD; Hearts & Science; Initiative; UM; e Mediahub. Le agenzie saranno guidate da presidenti di marchio globali, piuttosto che da CEO, mentre ci saranno comunque CEO di agenzie nei mercati locali.

La leadership globale dei network di agenzie creative e media chiave

I principali cambiamenti creativi includono Tyler Turnbull che passa da FCB a CEO di McCann, Chaka Sobhani che passa da DDB a responsabile creativo di TBWA\Worldwide e Javier Campopiano, ex McCann, che assume un ruolo globale di cliente e creativo per OA.

I leader dei network di Omnicom Advertising sono: Nancy Reyes, CEO globale, BBDO, e Chris Beresford-Hill, chief creative officer globale, BBDO; Erin Riley, CEO globale TBWA, e Chaka Sobhani, CCO globale TBWA; Tyler Turnball, CEO globale McCann, e Andres Ordines, CCO globale McCann; Javier Campopiano, ex McCann, diventa chief client officer globale e chief creative officer di Omnicom Advertising.

I sei presidenti di marchio globali che guidano i sei network di agenzie media sono: George Manas per OMD, Stacy DeRiso per Initiative, Susan Kingston Brown per UM, Christian Flouch per PHD, Ralph Pardo (ad interim) per Hearts & Science, Nicole Estebanell per Mediahub.

Fare scala in maniera più intelligente e fluida

Niente integrazione spinta, niente country manager, pare di poter confermare. Adamski ha affermato che “stiamo creando un nuovo modello molto più connesso, molto più fluido di quanto non sia mai stato, che fa scala in modo intelligente”.

Florian Adamski

Eliminati i ruoli di CEO di agenzie media globali, mentre i mercati locali continueranno ad avere CEO di agenzie. Omnicom nel documento che racconta la svolta rimarca che dispone dell’ecosistema media più forte, il contenuto più influente, eccellenza nel commerce, una peculiare capacità AI generativa aziendale, 2,6 miliardi di ID globali verificati, ciascuno con centinaia di segnali culturali, media e commerciali. In Italia, quindi, a occhio, non ci sarebbe da aspettarsi la nomina di un country manager. Da verificare la tenuta delle leadership dei marchi, considerato che una parte delle risorse professionali dei brand ritirati dal mercato confluirà in quelle ‘salvate’.