Il ceo della società californiana ha chiesto di mettere in pausa alcuni progetti, per migliorarne prestazioni e funzionalità di personalizzazione. A incombere sopratutto i modelli di Google e Anthropic che possono contare anche su modelli di finanziamento diversi e meno rischiosi
Al di là dei timori per il rischio bolla per l’intelligenza artificiale, il settore continua a correre. Ne è ben cosciente Sam Altman. Il ceo diOpenAi davanti ai progressi dei rivali ha lanciato il “codice rosso” per ChatGpt: il chatbot va rafforzato e reso più veloce e affidabile per rispondere alle richieste di un pubblico sempre più esigente.
Progetti in pausa
Parlandone in un’email ai dipendenti, racconta il Wall Street Journal, Altman ha lasciato spazio a pochi dubbi: la pressione sulla startup dell’intelligenza artificiale sta aumentando con Google e Anthropic che stanno recuperando il terreno e riducendo il divario rispetto a ChatGPT.
Per spingere sul chatbot, Altman avrebbe deciso di far slittare altri progetti, come quelli sulla pubblicità, sulla sanità, i consigli per lo shopping o l’assistente personale Pulse. Il mantra è lavorare sull’uso quotidiana del chatbot, migliorandone le funzionalità di personalizzazione, la velocità, l’affidabilità e la possibilità di rispondere a una gamma più ampia di domande.
Non è la prima volta che per OpenAI scatta l’emergenza ChatGPT: in agosto era stato dichiarato il “codice arancione” dopo che l’ultimo modello del popolare chatbot non aveva convinto gli utenti, costringendo la startup a correre ai ripari e aggiornarlo seguendo le indicazioni dei consumatori.
Modelli di finanziamento diversi
Rispetto alle sue rivali Google e Anthropic, OpenAI è in una posizione di svantaggio. La startup non è infatti redditizia ed è costretta a raccogliere fondi a ritmo costante per finanziare il suo sviluppo, trovandosi quindi in maggiore difficoltà rispetto a colossi – a cominciare da Big G – che invece possono utilizzare i loro ricavi per gli investimenti.
In confronto ad Anthropic OpenAI sta adottando una strategia che la espone a più rischi finanziari. Mentre Anthropic privilegia la cautela spingendo per una crescita dei costi in linea con quella dei ricavi, OpenAI è più aggressiva riflettendo la maggiore tolleranza per il rischio di Altman.
Un approccio diverso che si ripercuote sulle finanze societarie: Anthropic raggiungerà per la prima volta il break even nel 2028, quando OpenAI stima perdite operative per 74 miliardi di dollari. L’utile è invece atteso per il 2030.
Utenti e Microsoft per rassicurare
Finora, Altman è riuscito a disinnescare i timori del mercato per la tenuta dei conti di OpenAI grazie all’ampia platea di utenti di ChatGpt e alla leadership della società nella ricercare per l’IA.
A rassicurare è stato anche all’accordo raggiunto con Microsoft per trasformare la startup in una società a scopo di lucro, più indipendente da Redmond e in grado di raccogliere fondi più facilmente e competere sul mercato liberamente.


















