Si è aperta stamattina in un clima di gioia contagiosa la mostra fotografica ‘Portraits of Identity, Inclusion & Youth’ che presenta volti e storie della squadra paralimpica Juventus One.
Undici ritratti per raccontare il coraggio di cambiare
In occasione del 3 dicembre, Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, la Juventus ha voluto aprire la propria sede della Continassa alla community bianconera per raccontare le storie vere degli atleti di Juventus One, che hanno trovato nel calcio, ognuno a suo modo, la forza per cambiare e dimostrare che la disabilità è una delle molte condizioni che definiscono la varietà dell’esperienza umana. Mai un limite.
Non si tratta di semplici scatti, ma testimonianze di come il calcio possa rappresentare un punto di partenza verso nuove consapevolezze: tra gli atleti c’è chi ha chi ha imparato a sentirsi parte di un gruppo, chi è riuscito ad ottenere un lavoro a tempo indeterminato, chi provvede aduna propria famiglia. Per tutti, però, la vittoria più che nel risultato sportivo, si misura nella capacità di trasformare la propria esperienza.
La parola ai dirigenti
Ad introdurre il Presidente e l’Amministratore Delegato della Juventus è stato Pier Donato Vercellone, da pochi giorni Responsabile della Comunicazione del club bianconero, che si è detto “emozionato e orgoglioso” per questa iniziativa speciale.
“E’ la prima volta che apriamo la nostra sede ai media e alle istituzioni e che facciamo una manifestazione pubblica all’interno dei nostri uffici e siamo orgogliosi di poterlo fare per un progetto come quello Juventus One, di cui come squadra e società andiamo particolarmente orgogliosi per i significati che questo progetto ha, al di là di quello che è l’aspetto veramente sportivo” ha dichiarato Gianluca Ferrero, presidente della Juventus.
L’amministratore delegato del club, Damien Comolli, ha parlato della tensione che il consiglio di amministrazione e l’azienda sentono nel voler costantemente migliorare il proprio impegno in termini di responsabilità sociale. A questo proposito il manager ha ringraziato Greta Bodino, Chief People, Culture and ESG Officer – dove ESG è l’acronimo di Environmental, Social and Governance – per il grande lavoro fatto non solo per la responsabilità sociale, ma anche per la sostenibilità della Juventus.
“Questa mostra segna proprio l’apice di questo progetto Juventus One che è cominciato nel 2017 e che ha fatto molta strada fino ad oggi” ha aggiunto Comolli, ringraziando l’Asd Nessuno Escluso e Adidas per aver collaborato alla mostra.
Una storia lunga 15 anni
Massimo Miegge, presidente dell’associazione sportiva Nessuno Escluso, ha ripercorso l’origine e l’evoluzione del progetto Juventus One, iniziato quindici anni fa e diventato oggi uno dei modelli più significativi di integrazione tra sport e inclusione.
Il percorso, nato nel 2010 grazie al lavoro di educatori che per primi hanno creduto che ragazzi con disabilità cognitive potessero diventare protagonisti sul campo, ha avuto il suo punto di svolta nel 2017, con l’incontro con la Juventus, con cui c’è stato fin da subito un allineamento di valori: niente pietismo, atleti e non pazienti, una squadra organizzata come qualsiasi altra.
“Oggi Juventus One incarna una doppia anima – sociale e sportiva – a cui si è aggiunto un pizzico di fortuna sostenuta da formazione, confronto costante e un metodo in continua evoluzione” ha aggiunto Miegge.
Marco Tealdo, coordinatore di Juventus One, ha presentato i numeri attuali del progetto: 8 squadre, divise in 4 livelli di abilità, con oltre 120 atleti e 40 collaboratori tra educatori, psicologi e staff tecnico. “L’impostazione, agonistica, ha già portato alla conquista di tre titoli nazionali e vari successi regionali e internazionali.”
Accanto alla parte sportiva crescono anche: Juventus One & Youth, che si propone di avvicinare al calcio una trentina di bambini e ragazzi con una disabilità cognitiva; e JuventusOne@School, porta invece testimonianze e attività nelle scuole per scardinare i pregiudizi sulla disabilità con gli atleti di Juventus One protagonisti in classe come formatori.
Mostra gratuita e visite guidate dagli atleti
L’esposizione è gratuita, accessibile a tutti, aperta su prenotazione, oggi e nei giorni 6, 7, 8 dicembre, con la particolarità che le visite guidate saranno condotte dagli stessi atleti protagonisti dei ritratti.












