All’inaugurazione della fiera dedicata alla piccola e media editoira il presidente Aie torna sulla polemica per la presenza dell’editrice neofascista Passaggio nel bosco
Ha preso il via a Roma, alla Nuvola dell’Eur, la Fiera della piccola e media editoria ‘Più libri più liberi’ in programma fino all’8 dicembre.
Seguendo il filo conduttore scelto dalla curatrice del programma Chiara Valerio, ‘Ragioni e sentimenti’, la manifestazione ha in programma 700 appuntamenti che animeranno un evento cui partecipano 569 editori di tutta Italia.
Proprio sul fronte degli espositori presenti, nei giorni scorsi si è accesa una polemica sulla presenza tra gli stand della casa editrice Passaggio al Bosco.
Una presenza contestata da un gruppo di autori, editori e artisti che hanno rivolto un appello all’Aie, alla quale si è aggiunta la decisione del fumettista Zerocalcare di non partecipare alla manifestazione.
E’ di oggi la scelta dell’editrice Orecchio Acerbodi uscire dall’Associazione degli editori “in assoluto e totale disaccordo” con la decisione “di accogliere tra gli espositori di Più Libri Più Liberi l’editore Passaggio al Bosco”.
Defezione sul fronte istituzionale, con la decisione della giunta capitolina di non presenziare all’inaugurazione. “L’antifascismo è per noi un vincolo costituzionale insuperabile”, ha spiegato l’assessore alla Cultura, Massimiliano Smeriglio. “Con tutto il rispetto nei confronti degli organizzatori, abbiamo un’idea diversa in merito alla gestione di un catalogo esplicitamente neofascista, razzista e antisemita”.
Cipolletta (Aie): sì alla discussione, no alla censura
Sulla questione è tornato durante la conferenza stampa di presentazione, il presidente dell’Aie, Innocenzo Cipolletta, ribadento la linea degli editori. “Siamo contro ogni forma di censura, spetta ai lettori aderire o meno a una proposta editoriale”, ha scandito.
“Le idee sono al centro di questa Fiera e noi crediamo che le idee giuste finiscano sempre, grazie e attraverso il confronto, per prevalere su quelle sbagliate. Per questo Più Libri Più Liberi è una fiera plurale, aperta a tutte le idee, anche quelle che non ci piacciono”, ha detto ancora. “Essere contro la censura vuol dire difendere non solo chi la pensa come noi, ma soprattutto chi ha pensieri che non condividiamo e che anzi contrastiamo”, ha aggiunto ancora.
“Se ci sono editori che commettono reati vanno denunciati sennò spetta agli altri editori decidere se partecipare, ma la censura no” ha aggiunto il presidente Aie, che ha ricordato anche alcune occasioni in cui l’Aie invece è intervenuta: “Abbiamo protestato ufficialmente quando Scurati è stato oscurato da TV italiana, e per l’esclusione di Saviano alla fiera di Francoforte”.
Cipolletta ha puntualizzato infine che “c’è stato anche chi ha detto che non abbiamo escluso quell’editore per non perdere i finanziamenti… Un’affermazione che trovo vile”.
Giuli: mai assentarsi se non si è d’accordo
Sulla polemica è intervenuto anche il ministro della Cultura, Alessandro Giuli. “la posizione che ritengo più ragionevole è quella dell’Aie”, ha detto. “Mi piace citare Cacciari. Si può giudicare nel peggiore dei modi o inaccettabile un punto di vista di un editore, quale che esso sia, però la risposta più giusta è non censurare e non assentarsi dal dibattito pubblico. Fosse anche un dibattito che si concretizza in una contestazione, entro i limiti naturalmente dell’ordine e delle regole, e contestare, dibattere, discutere. Ma mai rinunciare alla battaglia”, ha spiegato












