“Spero entro fine mandato di avere la disponibilità di offrire a voi non solo una legge per il libro, ma un luogo di confronto per scriverla insieme”. A dirlo il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, intervenendo ai primi appuntamenti in programma a Più Libri Più Liberi, la fiera della piccola e media editoria che si svolgerà a Roma fino all’8 dicembre.
“Arriveremo a una legge – ha aggiunto – siamo pronti a dialogare con il Parlamento, che è sovrano” nel legiferare, ha spiegato il ministro che nel suo intervento ha scherzato dicendo: “avete un ministro bibliomane”.
Fondi e strategia
“Il mondo dell’editoria può e deve sorreggersi con le proprie forze, ma è evidente che ci sono circostanze storiche, culturali e sociali su cui le istituzioni pubbliche devono lavorare per mettere in condizione i giovani e l’editoria di svilupparsi e stare sul mercato”, ha detto ancora.
“Non è la panacea di tutto ed è per questo che siamo intervenuti con una robusta iniezione di fondi, ma con una strategia che abbiamo definito il piano Olivetti. In particolare, per le biblioteche”.
“Un sistema virtuoso – ha spiegato Giuli – prevede che lo Stato incentivi la lettura in luoghi dove tradizionalmente i libri vengono conservati e messi a disposizione, ma devono essere acquistati con regolarità e in contesti che possono essere rifunzionalizzati come luoghi di lettura condivisa e socialità”.
Giuli ha chiamato in causa il rapporto dei giovani con la lettura. “Non abbiamo intenzione di demonizzare i social network, però riteniamo che esistano vari livelli e criteri di lettura. I giovani devono essere richiamati ad avere un’alternativa, che non significa la negazione di qualcosa, ma avere la libertà di scelta. Incentivare il sistema con dei fondi significa lavorare su un fabbisogno diffuso. Significa riequilibrare anche per aree geografiche”, ha concluso.











