La notizia dell’acquisizione di Warner Bros. Discovery da parte di Netflix agita l’industria cinematografica in tutto il mondo. In attesa dei nuovi sviluppi della vicenda, a partire dalle decisioni delle autorità antitrust che saranno chiamate ad esprimersi, la preoccupazione di Hollywood si è già fatta sentire. Le associazioni di attori, sceneggiatori e esercenti cinematografici americani sono in subbuglio: temono che l’operazione porti a un nuovo monopolio difficile da arginare nel settore, che Netflix acquisisca troppo potere negoziale nei confronti delle professionalità dell’industria e che il suo business inarrestabile porti alla chiusura di migliaia di sale cinematografiche, con conseguente perdita di moltissimi posti di lavoro.
A esprimersi in questo senso ora è anche l’Unic (Unione Internazionale dei Cinema), che rappresenta circuiti di sale cinematografiche in 39 paesi. “La sparizione di una Major all’interno di un gruppo guidato da un operatore che in passato ha mostrato scarso interesse verso lo sfruttamento in sala potrebbe ridurre in modo significativo il numero di film disponibili e indebolire ulteriormente l’esclusività delle uscite cinematografiche, un pilastro che garantisce sostenibilità, varietà e valore culturale all’esperienza cinematografica e inoltre occupazione e vivibilità del territorio” hanno dichiarato in un comunicato il di Unic Presidente Phil Clapp e la CEO Laura Houlgatte.
In Italia, a riportare e condividere i timori dell’Unic è l’Anec, l’Associazione Nazionale Esercenti Cinema, secondo cui il modello di business di Netflix, incentrato quasi esclusivamente sullo streaming, provocherà danni irreversibili all’industria del cinema italiano, chiusura delle sale e forti danni occupazionali.
In un comunicato di oggi, il presidente di Anec Mario Lorini si appella anche alle istituzioni: “Rivolgo un appello al Ministro della Cultura Alessandro Giuli e alla Sottosegretaria Lucia Borgonzoni”, conclude Lorini, “affinché promuovano un confronto istituzionale per avviare un più ampio dibattito a livello europeo” si legge in una nota.
Foto: Ansa












