Visitatori stabili, proteste contro l’editore neofascista e un dibattito che segna l’edizione 2025
Si chiude con numeri in linea con il 2024 l’edizione 2025 di ‘Più libri più liberi’, ma la fiera della piccola e media editoria alla Nuvola dell’Eur sarà ricordata soprattutto per le polemiche nate alla vigilia dell’apertura. A innescarle, la presenza tra gli espositori di Passaggio al Bosco, casa editrice di ispirazione neofascista guidata da Marco Scatarzi, già al centro di contestazioni negli ambienti culturali.
La protesta degli autori e il blackout in fiera
A poche ore dall’inaugurazione, circa 80 autori, hanno firmato una lettera-appello chiedendo l’esclusione della casa editrice o denunciandone pubblicamente la partecipazione alla manifestazione. Zerocalcare per lo stesso motivo ha annullato la sua partecipazione.
Nel corso della fiera, la protesta si è tradotta in un blackout simbolico: diversi editori hanno coperto i propri stand con teli o cartelli antifascisti, mentre in alcuni corridoi si sono levati cori come “Fuori i fascisti dalla fiera”. Non sono mancati momenti spontanei in cui gruppi di visitatori e operatori hanno intonato ‘Bella ciao’, trasformando la contestazione in un gesto collettivo di dissenso politico.

La risposta dell’AIE: “No alla censura, sì alla Costituzione”
L’Associazione Italiana Editori, che organizza la fiera, ha replicato con una lettera agli espositori ribadendo che l’ingresso in fiera è consentito solo dopo l’accettazione del regolamento, che include l’obbligo di aderire ai valori della Costituzione italiana e della Dichiarazione universale dei diritti umani.
Il presidente Innocenzo Cipolletta ha riconosciuto la delicatezza delle preoccupazioni sollevate dalla comunità editoriale: “Siamo contrari a ogni censura, ma convinti assertori dei valori della Costituzione italiana, che ha messo al bando il fascismo. Il dibattito aperto resta importante e faremo le opportune riflessioni”.
La sensazione è che la questione abbia inaugurato un confronto destinato a ridefinire, in futuro, i criteri di partecipazione alla manifestazione.
Numeri, pubblico e programma culturale
Le polemiche non hanno fermato il pubblico: il comunicato dell’ organizzazione racconta di oltre 85mila visitatori nei primi quattro giorni, 604 espositori su 55mila mq, 750 eventi e 1800 ospiti.
Nel programma Ragioni e sentimenti, dedicato a Jane Austen, si sono alternati Jovanotti, Chiara Valerio, Alessandro Barbero, Marco Travaglio, Dacia Maraini, Stefano Mancuso, Marco Malvaldi, Luciana Castellina, Anna Foa, Valerio Magrelli e molti altri. Molto seguiti anche gli eventi per bambini e ragazzi, con Pera Toons e Jeff Kinney, e le presentazioni internazionali di Jón Kalman Stefánsson, Tessa Hulls, Veronique Ovaldé, Elizabeth Leake, Eva Baltasar e altri autori provenienti da Europa e Americhe.
Il momento conclusivo è stato dedicato a Michela Murgia, con un omaggio collettivo che ha riunito scrittori, giornalisti e amici della scrittrice.
Libertà di espressione al centro: nasce Pen Roma
In un’edizione segnata dal confronto sui limiti della libertà editoriale, è stato presentato Pen Roma, nuovo osservatorio permanente sulla libertà di espressione, con la partecipazione del presidente del Pen International Burhan Sönmez, di Sandro Veronesi, Roberto Saviano e Helena Janeczek.
Diritti, professione e AI: la fiera “per gli addetti ai lavori”
Molto partecipato anche il Business Centre, con 26 appuntamenti professionali dedicati a dati di settore, AI, mercati internazionali e nuove tendenze editoriali. Nel Rights Centre, oltre 900 incontri tra editori italiani e 62 stranieri.
Il Fellowship Programme ha coinvolto sette case editrici di lingua spagnola in vista dell’Italia Ospite d’Onore a Guadalajara 2026.

Passaggio di testimone nella curatela
Con questa edizione si chiude il triennio di Chiara Valerio, che lascia la curatela a Giorgio Zanchini, noto e stimato giornalista della Rai, docente a master e seminari sul giornalismo in diverse università. Con Lella Mazzoli è il direttore del Festival del giornalismo culturale dal 2013.
È vicedirettore della rivista ‘I diritti dell’Uomo, cronache e battaglie’, e fa parte del comitato scientifico di ‘Problemi dell’informazione’.
















