Nel 2025 uccisi 67 giornalisti. Rsf: quasi la metà delle vittime a Gaza

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“I giornalisti non muoiono, vengono uccisi”, scrive nel suo report l’organizzazione, fotografando numeri in crescita per mano di azioni deliberate da parte di eserciti e criminalità organizzata. Dopo Gaza, il Messico è il paese più pericoloso. A Cina e Siria i primati, rispettivamente per il maggior numero di reporter incarcerati e scomparsi

Sono 67 i giornalisti uccisi mentre svolgevano il loro lavoro o in relazione a esso in tutto il mondo nell’ultimo anno, quasi la metà dei quali nella Striscia di Gaza “sotto il fuoco delle forze armate israeliane”. A mettere le cifre nero su bianco è Reporter senza Frontiere (Rsf), nel suo rapporto annuale che racchiude i dati dal primo dicembre 2024 al primo dicembre 2025

“I giornalisti non muoiono, vengono uccisi”, scrive nel suo report l’organizzazione, secondo cui il numero delle vittime è ritornato a crescere, a causa di quelle che definisce “le pratiche criminali delle forze armate regolari o non regolamentate e della criminalità organizzata”.
“I giornalisti sono gradualmente diventati vittime collaterali, testimoni oculari scomodi, pedine di scambio, pedine nei giochi diplomatici, uomini e donne da ‘eliminare”, continua Thibaut Bruttin, girettore generale di RSF, puntando il dito contro l’impunità che spesso copre questi reati.

Gaza e il Messico

Nel dettaglio, su 67 almeno 53 giornalisti sono morti in teatri di guerra o per azioni criminali. Quasi la metà (43%) dei giornalisti uccisi è caduta a Gaza per mano delle forze armate israeliane. 
Non cambia la situazione in altri teatri di guerra, come in Ucraina, dove l’esercito russo continua a prendere di mira giornalisti stranieri e ucraini. Anche il Sudan sta diventando una zona eccezionalmente letale per i media.

Tra i giornalisti vittima di gruppi criminali, il triste primato va al Messico. Il secondo paese è il secondo più pericoloso al mondo per i reporter e il 2025 è stato il più mortale degli ultimi tre anni, con 9 morti. 

Detenzioni e scomparse

Sul fronte dei giornalisti invarcerati, il totale ha superato il 500, con 503 professionisti detenuti. Il primato è ancora alla Cina (121), con la Russia (48) ora al secondo posto, che imprigiona più giornalisti stranieri di qualsiasi altro stato: 26 ucraini. Terzo il Myanmar (47).
Ci sono poi anche i cronisti di cui si sono perse le tracce. In questo caso è la Siria la regione con il maggior numero di professionisti scomparsi, oltre un quarto del totale mondiale.
A un anno dopo la caduta del regime di Bashar al-Assad, sono almeno 37 i giornalisti arrestati o catturati sotto il suo governo devono ancora essere trovati.