Il sottosegretario è intervenuto al lancio del ‘progetto Bodoni, il futuro in redazione’ realizzato da Fieg e Luiss. La disinformazione si combatte rafforzando gli strumenti delle redazioni, ha detto il presidente degli editori Riffeser Monti, ribadendo la necessaria presenza e il sostegno delle istituzioni per rendere il processo sostenibile
Un futuro “solido e strutturato” per il settore editoriale può essere tracciato anche grazie all’innovazione tecnologica. E’ la convinzione del Sottosegretario all’Editoria, Alberto Barachini.
Dal suo punto di vista “la tecnologia può essere utilizzata in molti modi, certamente è una strada che comporta una scelta: quella di utilizzarla per dare futuro a un settore o viceversa per erodere un settore”. E in questo senso “è anche una scelta politica; quindi, riguarda chi nelle istituzioni si occupa di queste vicende” ha sottolineato.
Barachini: editori, formazione e Google insieme “segnale importante”
L’occasione per la riflessione è arrivata alla presentazione del ‘Progetto Bodoni, il futuro in redazione’, iniziativa con al centro lo sviluppo di una piattaforma basata sull’Ia per l’informazione, realizzata dalla Federazione Italiana Editori e da Luiss Data Lab con Geckosoft, sostenuta da Google.org, società no profit di Google. Il progetto, spiegava una nota Fieg nei giorni scorsi, mira a supportare circa 10.000 giornalisti e giornaliste in 400 redazioni, con particolare attenzione al miglioramento delle competenze e al sostegno dei professionisti provenienti da aree svantaggiate.
Barachini ha definito “un segnale molto importante” il fatto che nel progetto siano coinvolti contemporaneamente il mondo dell’editoria tradizionale, Google e il mondo della formazione, “insieme sulla strada di un utilizzo virtuoso dell’innovazione”.
“Molto spesso veniamo vissuti come nemici o persone che cercano di frenare l’innovazione in ragione di iniziative assunte a tutela dell’occupazione; ma non siamo nemici della tecnologia o di chi sviluppa innovazione, cerchiamo di tracciare insieme a questi mondi una strada sicura per il futuro del settore”. Un futuro che “sia solido e strutturato”, ha precisato nel suo intervento.
Attenzione bassa e mancanza di approfondimento
“Oggi ci sono dei problemi, lo sappiamo: per esempio il disinteresse di alcuni cittadini per l’approfondimento giornalistico è evidente. Molte persone si sentono informate senza esserlo davvero. Magari hanno letto qualche titolo su una home page del telefonino. Nessuno dice non è sufficiente scorrere un titolo su uno smartphone, dopo di che capire la dinamica della posizione strategica di Taiwan è difficile da comprendere da un titolo visto in sette secondi”.
“Ma di chi è la responsabilità? Solo del cittadino o anche del settore giornalistico che non sa raccontare in maniera giusta quella realtà? Come in un matrimonio – ha osservato Barachini – le responsabilità saranno sempre al 50%”.
“Dobbiamo avvicinare questi mondi, senza paura e nel rispetto delle regole, perché da troppo tempo i grandi player internazionali hanno goduto di condizioni di favore per la distribuzione dei contenuti”, ha rimarcato. Ora, ha detto rivolgendosi alla platea composta anche dagli studenti della scuola di giornalismo della Luiss, “le innovazioni il lavoro della Fieg, di Google, il lavoro di questo progetto Bodoni che nel suo nome porta il segno di uno dei più geniali creatori e grafici della storia della stampa vanno in questa direzione: aprire, capire, governare e diventare protagonisti”.
Riffeser (Fieg): sostegno istituzioni per un percorso sostenibile
“Il nostro obiettivo è chiaro: rafforzare l’ecosistema informativo italiano con strumenti tecnologici più avanzati, criteri di trasparenza condivisi”. Ad indicare così le caratteristiche del progetto Bodoni, illustrato alla Luiss, è stato il presidente degli editori Andrea Riffeser Monti.
Il progetto, ha aggiunto, si muove nella direzione della qualità dell’informazione per cui occorre rendere “riconoscibile il giornalismo di qualità e promuovere trasparenza, verificabilità e responsabilità professionale”.
Il progetto nasce “dalla consapevolezza che la disinformazione si combatte prima di tutto rafforzando gli strumenti delle redazioni, sostenendo chi ogni giorno produce informazione verificata e affidabile; la disinformazione prolifera – ha proseguito Riffeser Monti – dove la qualità dell’informazione è bassa e garantire l’affidabilità delle notizie che circolano in rete è una priorità per noi editori della Fieg”.
Di qui l’obiettivo di “rafforzare l’ecosistema informativo italiano con strumenti tecnologici più avanzati, criteri di trasparenza condivisi”.
Ma per rendere sostenibile questo percorso – ha sottolineato il presidente degli editori – “è necessario che le istituzioni continuino a sostenere in modo convinto il settore, riconoscendo l’informazione come un bene pubblico essenziale; un sostegno non per proteggere le aziende ma per garantire ai cittadini, la comunità, un servizio democratico fondamentale. “Questo lo facciamo non solo per noi editori e per le redazioni ma soprattutto per i nostri lettori e per la nostra democrazia”, ha concluso.












