Wbd, gli Ellison chiamano la Casa Bianca: cambiamenti in Cnn in caso di accordo

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Secondo il Wsj, padre e figlio si sono mossi con chiamate e promesse allo Studio Ovale per perorare la loro offerta per il controllo del broadcaster. E per la Cnn ci sono già idee di cambiamento che potrebbero non lasciare Trump indifferente

La battaglia tra Netflix e ParamountSkyDance per l’acquisizione di Warner Bros Discovery continua a tenere ampiamente banco sulle testate americane. E oltre all’interesse per offerte e impatti sul mercato dei media a stelle strisce – e non solo – c’è il valore politico dell’operazione.

Il coinvolgimento dell’amministrazione Trump pare andare ben più in là del ruolo di regolatore e garante dei settori coinvolti. Accanto alla partecipazione in cordata con ParamountSkyDance di Affinity Partners, il fondo di investimento guidato da Jared Kushner, genero di Trump e suo strettissimo collaboratore, mette il carico il rapporto stretto che c’è tra il presidente e Larry Ellison, padre di David, ceo del broadcaster.

CNN Center building di Atlanta (foto Ansa)
CNN Center building di Atlanta (foto Ansa)

Trump, gli Ellison e la Cnn

La relazione diretta ha già fatto sentire tutto il suo peso. Secondo quanto scritto dal Wall Street Journal Larry in persona avrebbe chiamato Trump poco dopo che l’offerta di Netflix era stata preferita a quella di suo figlio, spiegando a Trump che l’operazione danneggerebbe la concorrenza.
Non solo. Anche David – continua il quotidiano – si è già mosso per assicurare all’amministrazione guidata dal tycoon che, in caso di una sua acquisizione di Wbd, ci saranno cambiamenti sostanziali per Cnn, network televisivo che il presidente critica da tempo.
Insomma quello che era una suggestione – abbastanza scontata vedendo quanto successo alla Cbs dopo la fusione di Paramount con SkyDance – ha trovato una conferma.

E, sempre secondo il quotidiano, l’idea di una Cnn ‘disarmata’ non lascia certo indifferente Trump. Anche se pubblicamente non ha mai espresso il suo sostegno per nessuno dei due concorrenti, avrebbe ammesso con alcuni membri del suo stretto entourage che gradirebbe per l’emittente una nuova proprietà così come modifiche alla sua programmazione.
In ogni caso, ha richiesto di essere regolarmente informato su qualsiasi potenziale indagine antitrust sull’accordo tra Netflix e Warner.

Pam Bondi pronta

Si è invece portata avanti la procuratrice Generale Pam Bondi: un suo portavoce ha dichiarato che lei e la divisione antitrust del Dipartimento di Giustizia si stanno muovendo per supervisionare l’eventuale fusione.