Torino guarda al futuro: rigenerazione urbana e partecipazione dei cittadini

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Si è tenuto stamattina alle Ogr (Officine Grandi Riparazioni) l’evento annuale di riflessione sul futuro della Città intitolato “Torino Sviluppo, Coesione, Sostenibilità, Cura”.

Ad aprire i lavori con un saluto istituzionale, davanti ad una platea con decine e decine di studenti delle scuole superiori, è stata Anna Maria Poggi, presidente della Fondazione CRT, che ha sottolineato il valore simbolico del luogo che ospita l’evento, oggi sede di attività culturali e tecnologiche, ma “desolante” e completamente dismesso negli anni ’90.

La sua rinascita, ha spiegato Poggi, rappresenta una delle testimonianze più significative della capacità di Torino di rigenerarsi e adattarsi ai tempi, grazie alla visione dell’amministrazione cittadina e al sostegno della Fondazione CRT.

Quarta edizione

Il sindaco Stefano Lo Russo ha inaugurato la quarta edizione dell’evento annuale dedicato al confronto con la cittadinanza, iniziativa avviata nel 2022, per fare il punto su quanto realizzato nell’anno trascorso e presentare le linee d’azione per il prossimo.

Lo Russo ha sottolineato come le quattro parole chiave che guidano il mandato della giunta — sviluppo, coesione, sostenibilità e cura —rappresentino la matrice delle politiche messe in campo finora e di quelle previste nei mesi futuri.

Il tema dell’ascolto dei cittadini è stato presentato come il punto di partenza dell’azione amministrativa e una clip ha mostrato una sessione di dialogo tra la giunta e gli studenti degli istituti superiori, momento “molto coinvolgente” ed essenziale per raccogliere idee, proposte e aspirazioni delle nuove generazioni, principali destinatari delle politiche urbane.

Ringraziando le ragazze e i ragazzi per i “tantissimi spunti che sono arrivati”, il sindaco ha annunciato che martedì prossimo partirà l’iter di approvazione del nuovo Piano Regolatore Generale, “che è un po’ lo strumento con cui immaginiamo la Torino, la Torino del futuro, un piano regolatore che dovrà rispondere a queste istanze e costruire la dimensione del sogno, la dimensione del progetto e rendere la città più fruita e più fruibile”

Il piano sarà strutturato attorno a tre assi principali: flessibilità, per rendere la trasformazione urbana più semplice e rapida, in linea con i cambiamenti contemporanei; Inclusione, con l’obiettivo di garantire in ogni quartiere servizi pubblici di prossimità raggiungibili in pochi minuti da casa e collegamenti efficienti con il trasporto pubblico; e innovazione, valorizzando le vocazioni storiche e moderne di Torino, città capace di reinventarsi e affrontare le proprie crisi.

Bilancio attività 2025

Nel bilancio dell’amministrazione il 2025 è stato un anno “incredibile” per la città di Torino, caratterizzato da un’intensa attività di cantierizzazione, che sta apportando importanti cambiamenti alla città: dagli impianti sportivi alle biblioteche, fino alle opere di rigenerazione diffuse in tutti i quartieri.

Anche il 2026 sarà un anno cruciale, ha spiegato il sindaco, perché molti dei grandi cantieri attualmente in corso giungeranno a conclusione, contribuendo a dotare Torino di nuove funzioni e spazi di qualità, tanto nel centro quanto nelle periferie.

L’importanza delle periferie

Proprio sulle periferie, tema centrale dell’incontro, è intervenuto il professor Burrett della London School of Economics, invitato per offrire una prospettiva comparata sulle strategie adottate da altre città europee nella rigenerazione dei quartieri periferici.

Il docente ha spiegato che interventi su aree ex industriali e periferiche sono ormai un tratto comune delle metropoli, perché la qualità urbana è decisiva per lavoro, inclusione sociale e sostenibilità.

“La rigenerazione delle città non è assolutamente una cosa singola che state facendo qui, è una cosa che sta succedendo in tutta l’Europa”, ha dichiarato, collegando l’esperienza torinese ai casi di Barcellona, Amburgo e Londra e sostenendo che i grandi investimenti – dalla creazione di migliaia di posti di lavoro a nuove case, spazi verdi, servizi pubblici e poli universitari – se protratti nel tempo, possono trasformare radicalmente quartieri abbandonati.

Concludendo, Burrett ha sottolineato che Torino “può continuare a essere un modello di rigenerazione”, a condizione di mantenere la visione strategica sul lungo periodo e il coinvolgimento delle comunità locali.

Torino: 306 mln sulle periferie

A proposito del futuro delle periferie, la Giunta e gli studenti coinvolti nel progetto hanno discusso bisogni e criticità dei quartieri più fragili, ribadendo che “il primo passo per riqualificare una zona è sistemare i problemi dal punto di vista sociale”.

Il Comune ha illustrato il piano di investimenti avviato negli ultimi quattro anni: 306 milioni di euro, una cifra paragonabile a quella delle Olimpiadi invernali 2006. Questa cifra ha finanziato il rinnovo dei parchi cittadini (26 milioni), la riqualificazione di 18 biblioteche di quartiere (19 milioni), interventi di digitalizzazione, 46 milioni per l’edilizia residenziale pubblica, il restyling dei mercati rionali (18 milioni), oltre 20 milioni in opere puntuali di rigenerazione. Forte anche l’impegno sulle politiche giovanili e sulla manutenzione urbana: 57 milioni per strade e piazze, quasi 50 milioni per le scuole, con interventi di efficientamento energetico, e 21 milioni per gli impianti sportivi, rinnovati per favorire l’aggregazione sociale.

Il sindaco ha rivolto un messaggio finale ai ragazzi dicendo che le periferie non sono margini, ma luoghi con potenziale, da valorizzare con cura, responsabilità e partecipazione.

L’intervento per ridisegnare la zona nord di Torino

I quartieri Aurora e Barriera di Milano, – che ospitano 88 mila abitant, di cui il 36% di origine straniera, e che sono una delle aree più dense e giovani della città,  – diventano il fulcro di un progetto di rigenerazione urbana da quasi 26 milioni di euro.

Il piano di intervento è stato definito dopo un ampio percorso partecipativo da cui è emersa la richiesta condivisa di più verde, più colore, più sicurezza e spazi per incontrarsi ed oggi i lavori hanno restituito +62% di spazio per pedoni e ciclisti, +35% di superfici verdi, nuovi alberi, 6.000 m² di pavimentazioni artistiche e illuminazione potenziata. L’obiettivo è trasformare la strada in uno spazio pubblico continuo, capace di sostenere commercio di prossimità, vita di quartiere e sicurezza urbana, perché il degrado si combatte con cose positive, con qualità dello spazio pubblico”.