Il caos nella redazione del Washington Post è iniziato ieri mattina, quando i dipendenti hanno cominciato a esprimere preoccupazioni nel canale Slack, la piattaforma di comunicazione aziendale, sulla nuova funzione di podcast generato dall’intelligenza artificiale, lanciata questa settimana.
Bailey Kattleman, responsabile del prodotto al Washington Post, aveva presentato il tool come un’opportunità innovativa per coinvolgere i lettori in un’esperienza audio unica – con la possibilità di creare episodi personalizzati, scegliendo argomenti, durata degli episodi e persino i conduttori – , ma la funzione IA, ha mostrato fin da subito numerosi errori mettendo in difficoltà la credibilità del quotidiano.
I I limiti del bot, creato in collaborazione con la società terza Eleven Labs, sono emersi rapidamente, e non si trattava solo di imprecisioni. I redattori hanno segnalato errori evidenti, che spaziano da falsi dati a citazioni ed interviste inventate, trasformando quello che doveva essere un podcast informativo in una piattaforma di editoria non autorizzata.
Il canale Slack si è rapidamente riempito di messaggi di protesta, con decine di giornalisti che chiedevano chiarimenti alla dirigenza. “Quali sono le misure di controllo per garantire l’accuratezza in questo podcast?” è la domanda che ha dominato la discussione su Slack, secondo quanto riportato da Status.
Al momento nessuna risposta del direttore Will Lewis.











