Altman: l’IA sta correndo troppo velocemente. Spero non diventi mai perfetta

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‘Nessuna tecnologia ha avuto un successo così rapido’, dice l’ad di OpenAi senza nascondere i timori di una sviluppo troppo rapido in un tempo relativamente breve. Ma intanto la corsa della società non si ferma e incassa un miliardo da Disney

Nessuna tecnologia ha avuto un successo rapido quanto l’intelligenza artificiale, ma forse sta correndo troppo velocemente.
A fare questo bilancio Sam Altman, l’amministratore delegato di OpenAI, società creatrice di ChatGpt, tra le protagoniste assolute di questa rivoluzione.

Troppo veloce, in poco tempo

Ricostruendo le tappe di sviluppo del suo chatbot al The Tonight Show di Jimmy Fallon, Altman ha accennato a una “lunga lista di cose” che non sono andate bene nella sua rapida ascesa, a cominciare dalla velocità con cui ha rimodellato il mondo.
“Quello che mi preoccupa di più è proprio la velocità con cui l’IA è stata adottata”, ha affermato. “Questa tecnologia ha solo tre anni. Nessun’altra ha avuto un successo così rapido”.

Un esempio arriva parlando di salute. Sebbene riconosca il potenziale dell’IA nel risolvere complessità mediche, l’ad non nasconde il timore che la società non abbia il tempo necessario per adattarsi o per stabilire normative adeguate, lasciando spazio a un possibile utilizzo improprio da parte di attori malintenzionati. “L’anno prossimo, spero che inizieremo a vedere questi modelli fare davvero piccole ma importanti nuove scoperte scientifiche. E tra cinque anni, magari guariranno le malattie. Ma dobbiamo presentare questa cosa al mondo in modo responsabile”.

I commenti di Altman giungono a distanza di qualche giorno da quello che in OpenAI è stato definito un “codice rosso”, un avviso ai dipendenti per dedicare più tempo al miglioramento di ChatGpt. Ad agosto era stato dichiarato il “codice arancione”, dopo che l’ultimo modello del popolare chatbot non aveva convinto gli utenti.

Un’IA perfetta? “Spero mai”

Alla domanda su quando si potrà raggiungere un’IA “perfetta”, Altman ha risposto “spero mai. Come umani siamo sempre spinti a migliorare, a voler raggiungere una vetta più alta. E spero che questo continui per sempre”.
“Abbiamo iniziato quest’anno con modelli che potevano fare un po’ di matematica, e alla fine del 2025 stanno facendo matematica meglio degli esperti, primeggiando nelle competizioni più difficili”.

1 miliardo da Disney

Intanto però, al netto di dubbi e di critici che paventano il rischio di una bolla per tutto il settore, OpenAI ha aggiunta anche Disney alla lista dei suoi investitori.
La entertainment company ha raggiunto un accordo per investire un miliardo in OpenAI e concesso in licenza di usare più di 200 dei suoi personaggi per generare brevi video e immagini con la piattaforma Sora.