Premio Laurentum celebra le eccellenze di arti e cultura. Sergio: palestra di cittadinanza

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A Montecitorio i riconoscimenti a Brunetta, Augias, Angela, De Meo, Pasinelli, Ruffilli, de Rachewiltz, Amore, Desario e alla Heydar Aliyev Foundation

Si è svolta ieri nella prestigiosa Sala della Lupa di Palazzo Montecitorio, la cerimonia ufficiale della XXXIX edizione del Premio Laurentum per le Arti, con la conduzione di Clelia Patella e Giordano Fatali. L’evento, che da quest’anno assume una nuova denominazione per abbracciare l’intero spettro delle arti e del pensiero contemporaneo, conferma la missione del Laurentum: diffondere la cultura come bene condiviso e avvicinare il pubblico alla creatività nelle sue forme più alte e significative.

La giuria, presieduta da Gianni Letta e composta da Angelo Bucarelli, Corrado Calabrò, Luca di Bartolomeo, Simona Izzo, Paolo Lagazzi, Davide Rondoni e Roberto Sergio (direttore del Premio), ha attribuito i principali riconoscimenti. «Il Premio Laurentum si conferma un appuntamento centrale per la vita culturale del Paese», ha sottolineato Sergio.

I premiati della XXXIX edizione

  • Premio Laurentum alla Carriera: Renato Brunetta, figura autorevole del panorama istituzionale e accademico.
  • Premio Laurentum “I Valori della Cultura”: Corrado Augias, per il contributo alla diffusione del sapere e al dialogo culturale.
  • Premio Laurentum – Eccellenza nella Divulgazione Scientifica: Alberto Angela, protagonista della narrazione del patrimonio storico e scientifico italiano.
  • Premio Laurentum – Eccellenza Italiana nel Mondo (Industry): Luca De Meo, leader internazionale nel settore automobilistico.
  • Premio Laurentum – Impegno Solidale e Visione: Francesca Pasinelli, per il contributo alla ricerca scientifica e all’innovazione sociale.
  • Premio Laurentum per la Poesia: Paolo Ruffilli, tra le voci più rappresentative della poesia contemporanea.
  • Premio Dante Alighieri – XV edizione: Mary de Rachewiltz, poetessa e custode dell’eredità culturale della famiglia Pound.
  • Premio Laurentum-SIAE “Giovani Talenti” – II edizione: Marco Amore, giovane autore di grande intensità espressiva.
  • Premio Laurentum per la Comunicazione e l’Innovazione Giornalistica: Davide Maria Desario, per un giornalismo attento e responsabile.
  • Premio Speciale Laurentum “Save the Cultural Heritage”: Heydar Aliyev Foundation, istituzione dell’Azerbaigian impegnata nella tutela del patrimonio culturale, rappresentata dall’ambasciatore Aslanov Rashad.

Un evento di rilievo istituzionale

Il Premio Laurentum gode del sostegno istituzionale con le medaglie del Presidente della Repubblica, del Presidente del Senato e del Presidente della Camera, oltre al patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero degli Esteri, del Ministero della Cultura, della Regione Lazio, del Comune di Roma, dell’Accademia della Crusca, dell’Università Tor Vergata, della Lumsa, dell’Associazione Roma Caput Mundi, dell’Istituto Luce e di Zetema. La manifestazione ha visto la collaborazione di Wellmakers BNP Paribas e la media partnership di Adnkronos.

“La presenza del Presidente della Camera ha conferito a questa edizione un valore istituzionale ancora più profondo. È un segnale importante: testimonia come la cultura e le arti non siano un ornamento della vita democratica, ma una sua componente essenziale, un fondamento del pensiero libero e della coesione civile”, spiega Roberto Sergio, direttore del Premio Laurentum per le Arti.

Roberto Sergio

Qual è stata l’idea originaria del Premio Laurentum?

Roberto Sergio: Il Premio Laurentum nasce da un’idea semplice e, insieme, ambiziosa: riconoscere il valore dell’ingegno, della creatività, della parola, dell’immagine, del gesto artistico, come strumenti capaci di interpretare il nostro tempo e di indicare nuove direzioni.

In quasi quattro decenni, come si è evoluto questo riconoscimento?

Roberto Sergio: Ha saputo attraversare cambiamenti epocali, mantenendo intatta la propria identità e autorevolezza. In un’epoca segnata da trasformazioni rapidissime – tecnologiche, sociali, geopolitiche – le arti continuano a svolgere una funzione insostituibile: dare senso alla complessità, custodire la memoria, interrogare il presente, immaginare il futuro.

Qual è il ruolo della cultura in una democrazia matura?

Roberto Sergio: La cultura non fornisce risposte semplici, ma pone le domande giuste. E una democrazia matura ha bisogno, oggi più che mai, di domande profonde.

Quali ambiti celebra il Premio Laurentum?

Roberto Sergio: Valorizza poesia, letteratura, arti visive, musica, pensiero, impegno civile. E soprattutto ricorda a tutti noi che l’Italia è una grande potenza culturale non solo per il suo passato, ma per la vitalità del suo presente e per le energie creative che continuano a emergere, spesso con coraggio e in silenzio. Questo Premio è un momento di gratitudine verso gli artisti che con il loro lavoro arricchiscono il nostro sguardo sul mondo; verso chi, anno dopo anno, rende possibile questo premio con passione e rigore; e verso le istituzioni che riconoscono il valore strategico della cultura come bene pubblico.

La cultura come bene pubblico è un messaggio potente in un momento di smarrimento collettivo.

Roberto Sergio: In tempi in cui il rumore rischia di sovrastare l’ascolto e la velocità di impoverire la profondità, le arti ci insegnano la lentezza, l’attenzione, la responsabilità della parola e del gesto. Sono, in questo senso, una straordinaria palestra di cittadinanza.