Il progetto del Gruppo Editoriale San Paolo su detenuti, famiglie e diritto alla cultura
È stato presentato a Milano ‘Parole di speranza’, il progetto di sensibilizzazione del Gruppo Editoriale San Paolo, nato in occasione del Giubileo dei detenuti e realizzato anche grazie alla collaborazione con l’associazione Bambinisenzasbarre. L’iniziativa vuole sensibilizzare sulle condizioni di vita nelle carceri italiane e sul rapporto tra le persone detenute e le loro famiglie, spesso fragile. La presentazione si inserisce in un momento in cui il tema carcerario è tornato al centro dell’attualità: dal recente no del ministro Nordio all’ipotesi di un ‘indultino’, alle riflessioni sul diritto alla cultura negli istituti penitenziari, fino ai richiami della Santa Sede alla necessità di amnistia, condono della pena e reali opportunità di reinserimento.

Donazioni di libri e abbonamenti
Come spiegato da don Simone Bruno, direttore editoriale di San Paolo Edizioni, il progetto ha due direttrici principali: la possibilità per i frequentatori delle Librerie San Paolo di donare libri alle carceri delle proprie città e la sottoscrizione di abbonamenti a Famiglia Cristiana e Il Giornalino, da destinare a detenuti e famiglie.
L’appello dei Vescovi lombardi
Ad aprire la conferenza è stato mons. Daniele Gianotti, vescovo di Crema e delegato CEL per la carità e il carcere, che ha illustrato il recente documento dei Vescovi lombardi. Al centro, la richiesta di migliorare le condizioni di vita dei detenuti, favorirne il reinserimento e ridurre il sovraffollamento, sottolineando come il cammino sia ancora lungo.

Bambini e famiglie al centro
Lia Sacerdote, fondatrice e presidente di Bambinisenzasbarre, ha ricordato l’impegno ventennale dell’associazione, attiva in nove regioni italiane e venti Paesi europei a sostegno delle relazioni familiari dentro e fuori dal carcere. L’Italia, ha spiegato, è paese pilota nella tutela dei bambini con genitori detenuti.
Cultura e giustizia riparativa
Sul ruolo della cultura è intervenuto don Claudio Burgio, cappellano del carcere minorile Beccaria di Milano e fondatore della comunità Kayros. Secondo Burgio, la violenza nasce spesso dalla mancanza di parole e di pensiero. In un contesto segnato anche dal sovraffollamento nelle carceri minorili, la risposta deve essere la giustizia riparativa. Secondo Burgio “i libri trasformano e permettono di leggere anche a chi ha sempre avuto difficoltà”.
Il garante dei detenuti: ‘Il carcere va superato’
L’intervento che ha suscitato più domande è stato quello di Luigi Pagano, già direttore del carcere di San Vittore e oggi garante dei detenuti di Milano. Al centro, il tema del sovraffollamento, definito “la madre di tutti i problemi”, perché lede la dignità umana e impedisce percorsi alternativi per chi non ha casa o lavoro. Pagano ha affermato con chiarezza che il carcere oggi non riduce la criminalità, ma rischia di aumentarla, ribadendo la necessità di superarne l’attuale modello.
Le novità per il 2026
Tra le iniziative annunciate per il 2026: la consegna di centinaia di nuovi volumi acquistati nelle librerie San Paolo al carcere di San Vittore, seguendo le indicazioni dei cappellani (come richieste di narrativa per ragazzi, spiritualità e grammatica italiana) e un reading speciale a cura della giornalista e scrittrice Daria Bignardi, dedicato alle detenute del carcere di San Vittore.












