Il chatbot diventa una piattaforma integrata con vari servizi
Fresca di voci su un largo investimento da parte di Amazon, OpenAI espande ancora le possibilità di ChatGpt e si allinea ai grandi colossi tecnologici, in primis l’avversario diretto Google.
La società guidata da Sam Altman ha infatti lanciato un negozio di app, una vetrina di applicazioni dove gli utenti possono collegare i loro profili per consentire alla piattaforma di intelligenza artificiale di eseguire operazioni specifiche senza uscire dalla finestra principale del chatbot.
Funzioni integrate
Il negozio di app è pensato per aggiungere le singole funzionalità al chatbot principale, senza dover attivare passaggi ulteriori. Un esempio è l’integrazione con Spotify e Apple Music (si può chiedere all’IA di creare una playlist), ma anche con Booking o Tripadvisor per la prenotazione di viaggi e Photoshop per la modifica di un’immagine.
Come spiega OpenAI sul proprio blog, “gli sviluppatori possono inviare app per la revisione e la pubblicazione in ChatGpt, consentendo agli utenti di eseguire azioni come ordinare la spesa, trasformare una scaletta in una presentazione o prenotare un appartamento”.
Per alcune attività, come il pagamento di un bene o un servizio, si dovrà procedere sul sito web del fornitore, ma OpenAI non esclude che un domani tutto possa avvenire dentro ChatGpt.
Espansione per monetizzare i servizi
“Stiamo esplorando ulteriori opzioni di monetizzazione nel tempo”, ha spiegato l’azienda, “inclusi i beni digitali, e ne condivideremo di più man mano che impareremo da come sviluppatori e utenti creano e interagiscono”.

















