Tempi stretti per l’approvazione della manovra al Senato per l’ok prima di Natale e alla Camera la prossima settimana. Tra le misure ripristinati i fondi per le piccole emittenti, mentre il taglio alla Rai resta per il 2026. UsigRai all’attacco: intervento contro il Media Freedom Act
La manovra 2026, che vale complessivamente 22 miliardi di euro, approda al Senato dopo il via libera della Commissione Bilancio.
Niente stretta su radio e tv locali
Tra gli interventi previsti sul fronte di media ed editoria, salta la stretta sulle radio e tv locali e per la carta stampata si sono trovati ulteriori 60 milioni di euro erogati nel 2026.
“Ringrazio il ministero dell’Economia e la Commissione Bilancio del Senato per aver accolto la nostra richiesta di incrementare il Fondo per il pluralismo di 60 milioni di euro a sostegno dell’editoria. Il via libera all’emendamento, sostenuto da Forza Italia, va in questa direzione, senza intaccare le risorse per le tv locali”. Lo ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria Alberto Barachini, evidenziando come la scelta di destinare all’informazione maggiori risorse sia “strategica per la salute di un settore, fondamentale per la nostra democrazia, che attraversa un momento realmente difficile per la concorrenza dei grandi Over the top e per i costi crescenti del settore che deve rispondere a precise responsabilità”.
Resta il taglio alla Rai
Resta la sforbiciata alla Rai. Il taglio sulle risorse derivanti dal canone, per il 2026 sarà di 10 milioni di euro, a differenza dei 30 milioni nel triennio 2026-2028 (10 milioni annui).
“Prevedere un ulteriore taglio al canone Rai è da irresponsabili, oltre a costituire un’evidente violazione dell’European Media Freedom Act”, ha contestato l’UsigRai. “Il Governo, ha aggiunto il sindacato, invece di fare cassa sulla Rai, dovrebbe approvare una riforma che renda davvero autonomo il servizio pubblico. Solo così le risorse potranno essere gestite in maniera adeguata da vertici scelti per competenza e non per appartenenza, come purtroppo accade ora”.
Le tempistiche
L’approvazione è prevista per martedì. Una volta superato il voto di Palazzo Madama, la legge di bilancio verrà immediatamente trasmessa alla Camera dei Deputati. A Montecitorio la discussione generale inizierà il 28 dicembre, mentre il giorno successivo il governo porrà la questione di fiducia sul testo. La votazione finale è prevista per martedì 30. Entro il 31 dicembre deve avvenire l’approvazione definitiva della manovra, altrimenti scatta l’esercizio provvisorio, una condizione che il Governo punta chiaramente ad evitare.
Radio e tv locali: vivo apprezzamento
Le associazioni che rappresentano l’emittenza radiofonica e televisiva locale in una nota congiunta esprimono soddisfazione per la conclusione dell’esame della Legge di Bilancio in Commissione Bilancio del Senato, che ha portato all’approvazione di un emendamento capace di tutelare il comparto delle tv e delle radio locali, superando le criticità che avevano generato forte preoccupazione nel settore.
Il risultato – prosegue la nota – è frutto di un confronto parlamentare definito serio e responsabile, alimentato anche dalle sollecitazioni delle associazioni di categoria, degli operatori e dei lavoratori, che nelle ultime settimane hanno più volte richiamato l’attenzione sul ruolo strategico dell’emittenza locale per il sistema informativo nazionale. A contribuire al raggiungimento dell’intesa sono state diverse forze politiche, che hanno presentato emendamenti e subemendamenti a difesa del settore, mostrando attenzione istituzionale verso un comparto considerato un presidio fondamentale di pluralismo e democrazia.
Secondo le associazioni, il lavoro trasversale svolto in Parlamento ha permesso di arrivare a una soluzione equilibrata, in grado di riconoscere il valore dell’emittenza locale e la necessità di garantire stabilità a un settore già impegnato in un complesso processo di transizione economica, tecnologica e digitale. Le tv e le radio locali rappresentano infatti un punto di riferimento insostituibile per l’informazione di prossimità, assicurando una copertura capillare dei territori, dando voce alle comunità, sostenendo occupazione qualificata e contribuendo in modo determinante al pluralismo sancito dall’articolo 21 della Costituzione. Un ruolo che diventa ancora più rilevante in un mercato sempre più concentrato e segnato dalla competizione delle grandi piattaforme globali.
Le associazioni confermano infine la disponibilità a proseguire un dialogo costruttivo con Governo e Parlamento, affinché l’emittenza locale possa operare in un quadro normativo stabile e orientato allo sviluppo, continuando a garantire un servizio essenziale ai cittadini e ai territori.












