Nella sua lettera apostolica, il pontefice invita a un uso misurato delle piattaforme, mettendo in guardia dall’ansia di essere iperconnessi
“L’esposizione mediatica, l’uso dei social network e di tutti gli strumenti oggi disponibili va sempre valutato sapientemente, assumendo come paradigma del discernimento quello del servizio all’evangelizzazione: ‘Tutto mi è lecito! Sì, ma non tutto giova’”. E’ il monito che papa Leone ha affidato alla Lettera apostolica ‘Una fedeltà che genera futuro’.
Redatto in occasione del 60esimo Anniversario dei decreti Conciliari Optatam Totius e Presbyterorum Ordinis, rivolto ai sacerdoti, nel testo Leone aggiunge che “in ogni situazione, i presbiteri sono chiamati a dare una risposta efficace, tramite la testimonianza di una vita sobria e casta”.
E avverte che “nel nostro mondo contemporaneo, caratterizzato da ritmi incalzanti e dall’ansia di essere iperconnessi, sono almeno due le tentazioni che si insinuano contro la fedeltà a questa missione”: “una mentalità efficientistica” e il “quietismo”.












