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Streaming in crescita: quasi 20 milioni gli italiani abbonati on demand. E arriva Hbo Max

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Il mercato dello streaming continua a rafforzarsi in Italia, spinto dal boom della pubblicità online e dal progressivo calo della tv lineare. Secondo ITMedia Consulting gli abbonati ai servizi on demand sfiorano i 20 milioni, mentre la raccolta pubblicitaria digitale cresce del 30% annuo. Nel 2026 debutta nel Paese anche Hbo Max, destinata a ridisegnare gli equilibri del settore mentre prosegue la competizione tra i grandi player globali, da Netflix ad Amazon fino a Dazn e Disney.

Una delle novità nel mondo tv 2026 sarà l’approdo anche nel nostro Paese di Hbo Max, la piattaforma streaming di Warner Bros. Discovery al debutto dal 13 gennaio.

Una novità, come abbiamo scritto, destinata a cambiare gli equilibri, anche perché il colosso americano è finito nelle mire di Netflix che punta a rafforzare la sua leadership nel settore.    L’operazione lanciata dal gigante dello streaming deve però passare il vaglio dell’Antitrust americano che richiederà diversi mesi e quindi il quadro delle offerte per l’utente finale non cambierà in tempi rapidi.

La strada appare però segnata, anche perché il cda di Warner Bros. ha appena respinto l’offerta ostile da 108 miliardi di dollari di Paramount definendola “inadeguata” e ribadito che la proposta di Netflix è superiore.   

 La prospettiva delineata da molti esperti – come riporta Ansa – è che si possa andare verso un rafforzamento ulteriore della programmazione sul piccolo schermo a scapito delle sale cinematografiche, anche se al momento il gigante californiano ha garantito di voler rispettare i punti di forza di Warner Bros., a partire dalla diffusione dei film nelle sale, già programmata fino al 2029.

Lo streaming di Hbo Max resterà, almeno in questa fase, un servizio a sé stante, anche se non è escluso che molti contenuti originali, se l’operazione di acquisizione dovesse andare a buon fine, possano confluire nel corso del tempo nel catalogo Netflix. 

   Il mercato televisivo, in ogni modo, presenta ancora ampi margini di crescita, anche se il boom degli anni a cavallo della pandemia sembra passato. Lo streaming è, infatti, ormai entrato stabilmente nella dieta televisiva della maggioranza degli italiani e dunque lo slancio iniziale, con la massiccia migrazione dalla tradizionale tv lineare verso i servizi di video streaming, si è inevitabilmente affievolito. Secondo l’ultimo rapporto di ITMedia Consulting, sono quasi 20 milioni gli italiani abbonati ai servizi on demand per un totale di oltre 16 milioni di abitazioni con accesso a un servizio di tv online a pagamento.    

Secondo lo studio, a fine anno si stima una crescita del 2,2%, non più ai tassi record dello scorso anno ma comunque in grado di spingere il settore verso la soglia dei 9 miliardi di euro. È la pubblicità il fattore chiave destinato a segnare il futuro del mercato televisivo nei prossimi anni. Nel 2025 rallenta, infatti, in maniera significativa la pubblicità lineare, che chiuderà l’anno in territorio leggermente negativo (-0,4%). Cresce, invece, la pubblicità online: l’ingresso recente anche in questo mercato dei grandi streamer ha fatto decollare la raccolta del 30% su base annua.    

La crescita dello streaming, seppure non più in doppia cifra come in passato, incide anche sull’aumento dei ricavi della Pay-tv, in crescita del 2,9% su base annua. Al calo sensibile degli abbonamenti alla Pay-tv tradizionale e di quelli on demand in modalità premium, fa da contraltare l’incremento di quelli ibridi con la pubblicità.

A livello di operatori, a fine anno, la quota di Sky, Mediaset e Rai si stima al di sotto del 67% per la prima volta negli ultimi vent’anni. A trarne vantaggio gli altri operatori, sia broadcaster come Warner Bros. Discovery Italia, sia soprattutto gli streamer, a cominciare da Netflix, seguita da Amazon, Dazn e Disney. Quasi inesistente sei anni fa, la loro quota è stimata a fine 2025 intorno all’85% del totale degli Altri Operatori.