Cinema 2025 stabile: mezzo miliardo di incassi e 70 milioni di presenze

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I cinema italiani resistono, e l’affluenza in sala per i film di produzione nazionale, Checco Zalone su tutti, compensa un anno povero di grandi blockbuster americani. E’ questo, in sintesi, il quadro che emerge dai dati delle sale cinematografiche del 2025 rilasciati oggi da Cinetel, la società che cura quotidianamente la raccolta degli incassi e delle presenze delle sale cinematografiche in Italia.

I dati del 2025: stabilità post-Covid grazie ai film italiani. Ma il vero traino è Checco Zalone

Nell’anno che si è appena concluso al box office italiano si sono incassati oltre 496,5 milioni di euro, per un numero di presenze pari a circa 68,3 milioni di biglietti venduti. Un dato sostanzialmente in linea con gli anni precedenti (rispetto al 2024 in lieve calo le presenze, -2%, e in leggerissimo aumento gli incassi, +0,5%; quasi identica la differenza con il 2023), che segnala la stabilità del settore cinematografico in Italia, laddove nel resto d’Europa le sale faticano di più (Francia e Spagna, ad esempio, registrano rispettivamente un -13,6% e un -8,4% di presenze rispetto al 2024, dati CNC e Comscore).

Il confronto dei dati del 2025 con la media del triennio 2017-2019, dà un’idea delle performance del cinema italiano oggi rispetto al periodo pre-pandemico. Stabile, ma ancora non lontanamente paragonabile. In nove mesi su dodici il botteghino del 2025 è stato decisamente sotto alla media 2017-19. Tre le eccezioni: i mesi estivi giugno e luglio (generalmente i più deboli per il cinema) nei quali, anche grazie a iniziative di promozione come “Cinema Revolution” e “Cinema in Festa”, si sono registrati rispettivamente il +21,9% e il +60,7% rispetto alla media 2017-19 , e il mese di dicembre, in cui il successo straordinario di Buen Camino di Checco Zalone ha garantito un +20,5%.

Proprio la forza di alcuni successi italiani, Zalone in primis, è la ragione della stabilità del mercato cinematografico nel nostro paese nel periodo post-pandemico. In particolare nel 2025 appena trascorso, anno in cui sono scarseggiati in sala grandi film di successo americani. E infatti, nella top ten dei film con più incassi, quattro sono italiani: il già citato Buen Camino di Checco Zalone, in prima posizione, che in appena una settimana ha incassato 36 milioni con 4,4 milioni di presenze, Follemente di Paolo Genovese (terza posizione, 17,9 milioni di incassi, 2,4 milioni di presenze), Diamanti di Ferzan Ozpetek (ottava posizione, 9,8 milioni di incassi, 1,3 milioni di presenze ) e Io Sono la Fine del Mondo con Angelo Duro (nona posizione, 9,7 milioni di incassi, 1,2 milioni di presenze).

Nel complesso, i film italiani hanno pesato per il 33% sul totale degli incassi e delle presenze al cinema nel 2025, vendendo 22,7 milioni di biglietti con 162,4 milioni di euro di incassi (circa il 20% generato, nella sola ultima settimana dell’anno, dal film di Zalone). Si tratta del migliore risultato dal 2016 sia in valore assoluto che percentuale, superiore in termini di quota anche alla media del decennio 2010-2019.

“Buen camino” di Checco Zalone, film campione d’incassi nell’ultima settimana del 2025 (foto Ansa)

A livello demografico, rispetto al 2024 il 2025 è stato caratterizzato da un aumento numerico del pubblico più adulto (gli over 60 sono cresciuti del 26%), mentre è calato quello più giovane. Proprio per il minor numero di film commerciali per ragazzi, soprattutto made in USA, il segmento 15-24 anni è calato del 14% rispetto al 2024; tuttavia, il confronto con la media 2017-2019 evidenzia un +9% (13,6 milioni le presenze degli adolescenti al cinema in quel triennio, 14,8 milioni nel 2025). Quest’ultimo è un dato che dà speranza, a fronte di un calo netto in tutti gli altri target rispetto al pre-Covid (il peggiore proprio negli over 60, -44%, in ripresa però rispetto al 2024 con il +26%) (dati CinExpert).

I commenti

A commentare il rapporto, presentato in una conferenza stampa oggi a Roma, i presidenti di ANICA (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Digitali) e ANEC (Associazione Nazionale Esercenti Cinema), le due associazioni proprietarie di CINETEL.

“Il cinema italiano conferma la sua forza”, ha dichiarato il presidente di ANICA Alessandro Usai, “il risultato è positivo anche senza considerare l’exploit di Buen Camino, ben quattro titoli italiani figurano nella top ten nazionale (contro uno in Francia e due in Germania). Ancora più rilevante è che l’Italia è l’unico Paese europeo dove il prodotto nazionale nel 2025 supera per incassi e presenze la media del periodo 2017-2019. Basti pensare che il film vincitore del Biglietto d’Oro nel 2019 oggi sarebbe settimo. Resta però un gap da colmare rispetto al periodo pre-pandemico, e per farlo sarà decisiva la ripresa del prodotto statunitense: nel 2025 i film US e UK hanno registrato in Italia 27,3 milioni di spettatori in meno rispetto al triennio 2017-2019.”

Alessandro Usai
Alessandro Usai, presidente di ANICA

Guarda con ottimismo all’anno appena iniziato il presidente di ANEC Mario Lorini: “Le opere annunciate in arrivo e l’ottima partenza dei primi giorni del 2026 ci spingono a pensare che questa annata abbia le potenzialità giuste per esprimere il vero valore del nostro mercato e per portarci molto più vicino ai numeri del periodo pre-pandemico. Le sale cinematografiche restano centrali e acquisiscono maggior valore per l’industria, perché dimostrano come, con una offerta in grado di catalizzare l’attenzione generale del pubblico, possano accogliere in poco più di dieci giorni oltre sette milioni di spettatori.”

Mario Lorini, presidente di ANEC (foto Ansa)

Presente anche la Sottosegretaria di Stato al Ministero della Cultura Lucia Borgonzoni che ha dichiarato: “I dati del 2025 descrivono un mercato cinematografico che tiene, pur in un contesto complesso anche a livello internazionale. Le sale si confermano presidi culturali fondamentali, come dimostra la risposta del pubblico nei mesi estivi, trainato dall’ampia offerta internazionale e dalle iniziative promozionali per il cinema italiano ed europeo. Il confronto internazionale vede l’Italia reggere meglio di altri grandi mercati di riferimento. Il cambiamento nel profilo degli spettatori, con l’innalzamento dell’età media, risente anche della diversa presenza, anno per anno, del prodotto americano, ma anche su questo apriremo un confronto con gli esercenti.”

Lucia Borgonzoni (foto Ansa)
Lucia Borgonzoni, Sottosegretaria di Stato al Ministero della Cultura (foto Ansa)