Posizioni ancora più distanti tra Fnsi e Fieg, che oggi si sono ritrovate al tavolo della trattativa per il rinnovo contrattuale.
“C’eravamo lasciati a luglio attendendo una risposta alla nostra proposta economica per l’accordo ponte e, dopo sei mesi di silenzio da parte degli editori, un giorno di sciopero e una riuscitissima mobilitazione della categoria, la Fieg si è ripresentata al tavolo oggi cercando di riportare indietro di mesi la trattativa, proponendo, per avere un aumento superiore a 150 euro, il ritocco di alcuni istituti contrattuali”. Inizia così una nota della Federazione Nazionale della Stampa Italiana.
“Questo avendo appena incassato 60 milioni di finanziamenti pubblici dal governo. Sovvenzioni che la Fnsi ritiene necessarie, addirittura insufficienti, per assicurare l’informazione, ma che devono essere utilizzate per garantire un futuro di qualità al settore e che dovrebbero essere elargite a fronte del rispetto e del rinnovo del contratto nazionale di lavoro.
La Federazione nazionale della Stampa parte dal principio che gli aumenti contrattuali non possono essere “pagati” dai lavoratori e che, in un momento tanto delicato per l’editoria, la pace sociale ha comunque un costo: il 2025 è stato un anno in cui le retribuzioni dei giornalisti sono state ulteriormente erose dall’inflazione; sono dieci anni che il nostro contratto nazionale di lavoro non viene rinnovato, unica categoria dei lavoratori dipendenti. Giornalisti veramente liberi sono quelli adeguatamente pagati. Vale per i dipendenti e per i lavoratori autonomi”.
Costante con uno striscione in sala prima della conferenza di Meloni
“Giornalisti da 10 anni senza contratto ma alla Fieg finanziamenti milionari”: è il testo di un piccolo striscione mostrato da Alessandra Costante, segretaria generale della Federazione nazionale della stampa italiana, nell’aula dei gruppi parlamentari della Camera, che si sta riempiendo di giornalisti e ospiti in vista della conferenza stampa della premier Giorgia Meloni, organizzata dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti in collaborazione con l’Associazione della stampa parlamentare.












