Il direttore generale: necessario restare online per raggiungere i giovani, nonostante le pressioni a lasciare la piattaforma di Elon Musk.
Intervenendo davanti ai parlamentari nel corso di un’audizione dedicata agli sforzi della BBC contro la disinformazione, il direttore generale Tim Davie ha spiegato di aver respinto l’ipotesi di lasciare X, sostenendo che la presenza della tivù pubblica inglese sia essenziale per contrastare il diluvio globale di disinformazione e sottolineando la necessità di raggiungere i giovani più vulnerabili a livello globale.
Davie ha riconosciuto di aver subito forti pressioni per un ritiro della BBC dalla piattaforma, non solo per il suo evidente spostamento a destra dopo l’acquisizione da parte di Musk nel 2022, ma più recentemente per la diffusione di immagini di donne e bambini con i vestiti rimossi digitalmente, generate dallo strumento di intelligenza artificiale Grok. «Sto subendo forti pressioni per ritirare la BBC da X», ha detto. «Ma non è quello che intendo fare. Dobbiamo essere presenti su queste piattaforme: dobbiamo portare informazioni di qualità sui social media e intercettare il pubblico. È fondamentale, perché altrimenti cinesi e iraniani riempiranno lo spazio informativo. Stanno investendo in modo massiccio e sistematico». Ha aggiunto: «Oggi la maggioranza dei giovani tra i 16 e i 34 anni si rivolge alla BBC ogni settimana. È una battaglia che stiamo ancora combattendo».
Davie si è dimesso dalla carica di direttore generale della BBC (insieme alla ceo delle News, Deborah Turness), lo scorso novembre in seguito alla denuncia da parte di Trump per il montaggio fuorviante del suo discorso a Capitol Hill del 6 gennaio 2021 all’interno di un servizio del programma di approfondimento Panorama, ma il suo successore non è ancora stato nominato.
Invito dei politici ad abbandonare X
Non tutti i parlamentari condividono la posizione di Davie. L’ex ministra dei Trasporti Louise Haigh ha invece annunciato di aver lasciato X, invitando il suo partito e il governo a fare lo stesso. «Ho continuato a tenere aperto il mio account e a pubblicare occasionalmente perché una massa critica di persone — compresi il governo e i giornalisti con cui noi deputati dobbiamo comunicare — era ancora sulla piattaforma», ha spiegato. «Ma le rivelazioni sul fatto che vengano consentiti, se non addirittura incoraggiati, contenuti di abuso sessuale su minori rendono moralmente inaccettabile continuare a usare il sito anche solo per un minuto». «Invito il governo e tutti gli enti pubblici a uscire completamente da X e a comunicare con i cittadini negli spazi online in cui essi partecipano davvero e possono essere protetti da attività illegali di questo tipo».
Giovedì anche il primo ministro britannico Keir Starmer ha preso di mira la piattaforma, affermando di aver chiesto a Ofcom, l’autorità di regolamentazione delle comunicazioni, di mettere «tutte le opzioni sul tavolo». «È vergognoso, è disgustoso e non può essere tollerato», ha detto. «X deve assumersi le proprie responsabilità. Interverremo, perché una situazione del genere è semplicemente inaccettabile».
Ed anche la commissione parlamentare per le donne e le pari opportunità ha deciso di sospendere l’uso della piattaforma dopo l’ondata di reclami che ha investito Grok.
Necessità di nuovi fondi contro la cattiva informazione
Parlando alla commissione per i conti pubblici della Camera dei Comuni, Davie ha affermato che disinformazione e misinformazione sono ormai «dilaganti», mentre Russia, Cina, Iran e altri Paesi spendono miliardi nei media per promuovere i propri obiettivi geopolitici. «Nella mia vita, la posta in gioco non è mai stata così alta», ha detto.
Dopo i tagli effettuati, che hanno portato alla perdita di oltre 100 posti di lavoro, ora la dirigenza della BBC spinge per un’inversione di rotta e dichiara di aver richiesto decine di milioni di sterline di finanziamenti aggiuntivi per il World Service, che secondo i dirigenti rappresentano il minimo indispensabile per mantenere i servizi ai livelli attuali, alla luce dell’intensificarsi degli investimenti mediatici da parte di Cina e Russia, che in alcune aree del mondo hanno visto crescere significativamente la fiducia nei loro media statali.
Jonathan Munro, direttore ad interim di BBC News, ha ribadito che il mondo è entrato nello «spazio tra pace e guerra», rendendo cruciale rafforzare la diffusione di informazioni affidabili. L’espressione è stata utilizzata per la prima volta il mese scorso da Blaise Metreweli, il nuovo capo dell’MI6, il servizio segreto estero del Regno Unito.
Fiona Crack, direttrice del World Service, ha spiegato che già un quinto dei servizi linguistici dell’emittente subisce «interferenze ostili», con governi stranieri che cercano di bloccare le trasmissioni, anche ricorrendo al cosiddetto throttling, cioè la riduzione deliberata della velocità di internet per limitarne la diffusione.
Foto (laPresse): Tim Davie












