Leone: in Occidente si riducono gli spazi per la libertà di espressione

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Nel suo discorso al corpo diplomatico, il Pontefice ha denuncia la riduzione degli spazi per la libertà di espressione in Occidente, criticando lo sviluppo di un linguaggio “orwelliano” che esclude chi non si adegua a certe ideologie.
Una società davvero libera, ha chiosato, tutela la diversità delle coscienze e previene derive autoritarie.

Libertà di espressione e libertà di coscienza non sembrano essere pienamente garantite ovunque. A denunciarlo papa Leone, nel discorso al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede.

“Duole constatare come, specialmente in Occidente, si vadano sempre più riducendo gli spazi per l’autentica libertà di espressione, mentre va sviluppandosi un linguaggio nuovo, dal sapore orwelliano, che, nel tentativo di essere sempre più inclusivo, finisce per escludere quanti non si adeguano alle ideologie che lo animano”, ha spiegato.

Libertà di coscienza a rischio

“Da questa deriva ne conseguono, purtroppo, altre che finiscono per comprimere i diritti fondamentali della persona, a partire dalla libertà di coscienza. In tale contesto, l’obiezione di coscienza – ha sottolineato Leone – consente all’individuo di rifiutare obblighi di natura legale o professionale che risultino in contrasto con princìpi morali, etici o religiosi profondamente radicati nella sua sfera personale: che si tratti del rifiuto del servizio militare in nome della non violenza o del diniego di pratiche come l’aborto o l’eutanasia per medici e operatori sanitari”.

Per il Papa “l’obiezione di coscienza non è una ribellione, ma un atto di fedeltà a sé stessi. In questo particolare momento storico, la libertà di coscienza sembra essere oggetto di un’accresciuta messa in discussione da parte degli Stati, anche da quelli che si dichiarano fondati sulla democrazia e i diritti umani”.
“Tale libertà stabilisce, invece, un equilibrio tra l’interesse collettivo e la dignità individuale, sottolineando che una società autenticamente libera non impone uniformità, ma protegge la diversità delle coscienze, prevenendo, ha chiosato, derive autoritarie e promuovendo un dialogo etico che arricchisce il tessuto sociale”.

Corto circuito dei diritti

Il Papa, nel lungo discorso al corpo diplomatico, ha parlato di “un vero e proprio ‘corto circuito’ dei diritti umani. Il diritto alla libertà di espressione, alla libertà di coscienza, alla libertà religiosa e perfino alla vita, subiscono limitazioni in nome di altri cosiddetti nuovi diritti, con il risultato che l’impianto stesso dei diritti umani perde vigore, lasciando spazio alla forza e alla sopraffazione. Ciò avviene – ha spiegato il Pontefice – quando ciascun diritto diventa autoreferenziale e soprattutto quando perde la sua connessione con la realtà delle cose, la loro natura e la verità”.