Cloudflare attacca l’Italia dopo la multa Agcom. Serie A replica: ‘pirateria criminale’

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Dopo la multa Agcom da 14 milioni, il ceo americano minaccia di mettere a rischio Milano Cortina. Replica la Serie A, con il sostegno della Liga

L’americana Cloudflare, che l’8 gennaio Agcom ha multato con una sanzione record da 14 milioni di euro per violazione delle norme antipirateria, contrattacca e promette battaglia non solo legale.
Il suo ceo, Matthew Prince su X chiama in causa anche Trump ed Elon Musk, già in forte polemica con la Ue, e annuncia che “sta valutando di interrompere i milioni di dollari in servizi di sicurezza informatica pro bono che stiamo fornendo per le prossime Olimpiadi di Milano-Cortina”.

La società, partner del Cio (il Comitato Olimpico internazionale), puntualizza Ansa, non risulta aver mai avuto contatti con Fondazione Milano Cortina e in Italia, secondo le dichiarazioni del manager, nel 2024 ha registrato un fatturato di poco meno di 8 milioni di dollari, ma minaccia di “interrompere i servizi di sicurezza informatica gratuiti di Cloudflare per tutti gli utenti con sede in Italia; rimuovere tutti i server dalle città italiane; e interrompere tutti i piani per la costruzione di una sede Cloudflare in Italia o per qualsiasi investimento nel Paese”.

Provvedimento non a sorpresa

“Ci hanno imposto, entro soli 30 minuti dalla notifica, di censurare completamente da Internet qualsiasi sito ritenuto contrario ai propri interessi da una congrega oscura di élite mediatiche europee”, l’attacco di Prince.
In realtà le interlocuzioni con gli uffici tecnici di Agcom vanno avanti da anni. E il provvedimento non è arrivato a sorpresa, visto che, come ha ricordato il commissario Massimo Capitanio su Agendadigitale.eu, a ottobre 2024 Agcom aveva fatto un richiamo generale e a febbraio scorso Cloudflare è stata destinataria di un ordine specifico.

Serie A in difesa con la Liga

A far quadrato intorno all’Authority c’è il mondo del calcio, non solo italiano. “La sanzione non ha nulla a che vedere con la censura di internet, CloudFlare è l’unica grande azienda che rifiuta qualsiasi collaborazione con le Autorità, con le forze dell’ordine, con i titolari dei diritti e persino con i giudici: è la prima e più comune scelta fatta dalle associazioni criminali per gestire i propri servizi illeciti” è la durissima risposta della Lega di serie A.

Anche la Liga spagnola si è schierata. “Combattere la pirateria è combattere l’attività criminale” che ha le sue vittime. “Nel settore sportivo, minaccia la sopravvivenza dei club, migliaia di posti di lavoro e il reinvestimento nel calcio di base e giovanile”.