Boom di adesioni su Facebook all’iniziativa a difesa della Groenlandia
In Danimarca monta il boicottaggio anti-Usa. Oltre 95mila persone hanno aderito al gruppo ‘Boicotta i prodotti americani’ (‘Boykot varer fra Usa’), nato in risposta alle rivendicazioni di Donald Trump sulla Groenlandia, terra ricca di risorse minerarie e, nella sua narrazione, cruciale per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.

Coca-Cola, Heinz, Netflix, Amazon: la gamma dei marchi Usa nel mirino è vasta. Nei post, i danesi si scambiano dritte per sostituire i brand statunitensi con alternative nazionali ed europee: stop agli abbonamenti Netflix, YouTube e Prime, dentro TV 2 Play, Drtv e Viaplay. Anche il carrello cambia: meno Coca-Cola, Heinz e vini americani, più etichette europee.
“Ho rinunciato a vini Usa, noci, salsa barbecue, patatine e servizi di streaming”, ha raccontato Bo Albertus, tra i promotori, che non considera “un doppio standard” l’utilizzo di Facebook per coordinare il boicottaggio. “E’ una scelta consapevole, un male necessario per raggiungere più persone”, ha spiegato.
L’impatto, stando agli esperti, può essere concreto.
Anche il turismo come leva di pressione
“Mettere in discussione marchi che si fondano sull’identità americana ne riduce il valore”, ha osservato il professore di economia e management dell’Università della Danimarca meridionale. Il colpo più duro, a suo avviso, è digitale: “Se molti abbandonano le piattaforme Usa, le conseguenze si sentono”.
Poi ci sono “viaggi e investimenti”: rinunciare agli Stati Uniti come meta turistica e rivedere il portafoglio azionario diventano altre leve di pressione.


















