Golden Globes: film e serie tv vincitori dell’83° edizione

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‘Una battaglia dopo l’altra’ e ‘Hamnet – Nel nome del figlio’ sono i migliori film dell’anno ai Golden Globe, premi conferiti dalla stampa internazionale ai migliori film e alle migliori serie tv. Il film di Paul Thomas Anderson su 9 nomination ha conquistato 4 statuette: Miglior film (musical o commedia), Miglior regista, Miglior sceneggiatura e Migliore attrice non protagonista a Teyana Taylor. Mentre la pellicola di Chloé Zhao si è portata a casa Miglior film drammatico e Miglior attrice protagonista in un film drammatico a Jessie Buckley. Un quadro chiaro: la sfida agli Oscar sarà tra questi due titoli. Da tenere sott’occhio anche ‘I peccatori’ di Ryan Coogler, vincitore di due statuette, Miglior risultato al cinema e al box office e Migliore colonna sonora, e ‘L’agente segreto’, Miglior film straniero e Miglior attore in un film drammatico per Wagner Moura.

Tra i vincitori dell’83esima edizione condotta dalla comica e attrice Nikki Glaser anche Timothée Chalamet, Miglior attore protagonista in un film (musical o commedia) per ‘Marty Supreme’ di Josh Safdie. Il giovane divo di Hollywood, vincitore del suo primo Golden Globe, ha battuto Leonardo DiCaprio (‘Una battaglia dopo l’altra’), George Clooney (‘Jay Kelly’), Ethan Hawke (‘Blue Moon’), Lee Byung-Hun (‘No Other Choice’) e Jesse Plemons (‘Bugonia’). “Qui siamo tutti vincitori”, scherza Clooney dopo la battuta sul mancato premio di Don Cheadle, con lui sul palco per annunciare il Miglior film drammatico: “Timothée ora ha 30 anni, ma ne aveva tre anni l’ultima volta che hai vinto”. A tornare a casa con una statuetta tra le mani anche Rose Byrne per ‘If I Had Legs I’d Kick You’ (Miglior attrice protagonista di un film musical o commedia), Stellan Skarsgard per ‘Sentimental Value’ (Miglior attore non protagonista).

La cerimonia di premiazione ha visto il trionfo anche di ‘KPop Demon Hunters’, diventato un vero e proprio fenomeno. La stampa estera gli ha assegnato il premio al Miglior film d’animazione e Miglior canzone originale per ‘Golden’, un brano andato subito virale. La storia della canzone coincide con quella di Ejae, una delle sue autrici, che sul palco dei Golden Globe ha raccontato il percorso che l’ha portata fin lì. “Quando ero una ragazzina ho lavorato senza sosta per dieci anni per inseguire un solo sogno, diventare una idol K‑pop, e mi sono sentita dire che la mia voce non era abbastanza”. Ora “essere parte di una canzone che aiuta altre ragazze e persone di tutte le età ad accettarsi e superare le difficoltà è qualcosa che non avrei mai immaginato”. Sul fronte serie, ‘Adolescence’ con quattro Golden Globe, ‘The Studio’ e ‘The Pitt’ con due hanno dominato la cerimonia.

Momento amarcord all’83esima edizione dei Golden Globe: George Clooney e Noah Wyle si sono ritrovati e abbracciati a oltre trent’anni da ‘E.R. – Medici in prima linea’, la serie che li ha consacrati e che ha segnato un’intera generazione di spettatori. Come riportano i media presenti alla cerimonia, l’incontro tra i due ha suscitato entusiasmo e un’ondata di nostalgia tra i presenti. Clooney ha ricevuto la nomination come miglior attore in un film commedia o musical (categoria vinta da Timothée Chalamet per ‘Marty Supreme’) per il suo ruolo da protagonista in ‘Jay Kelly’, mentre Wyle si è portato a casa la statuetta come miglior attore in una serie drammatica per ‘The Pitt’. Due percorsi diversi, due carriere ormai lontane dall’ospedale di Chicago che li rese celebri, ma un legame professionale e affettivo che il tempo non ha scalfito. E il loro abbraccio lo conferma. Nostalgia anche con l’apparizione di Macaulay Culkin, celebre interprete della commedia natalizia degli Anni 90 ‘Mamma, ho perso l’aereo’: “So che è strano vedermi fuori dal periodo natalizio, ma esisto tutto l’anno”, dice con ironia prima di annunciare il premio alla Miglior sceneggiatura.

Durante la serata, anche una standing ovation per l’entrata di Julia Roberts al Beverly Hilton di Los Angeles per annunciare il miglior film drammatico, e frasi in francese da Clooney (“bonsoir, mes amis, c’est un honneur d’être ici”, ovvero “buonasera amici miei, è un onore essere qui”). Nulla di casuale: era un riferimento alla sua recente acquisizione della cittadinanza francese, una scelta che ha sollevato polemiche su presunti favoritismi da parte del governo, soprattutto dopo che il divo di Hollywood ha ammesso di avere ancora difficoltà con la lingua nonostante le lezioni intensive.

Per il secondo anno consecutivo la Cbs ha affidato la diretta a Nikki Glaser, che nel suo monologo iniziale ha fatto satira sulle fidanzate giovanissime di Leonardo DiCaprio, su George Clooney volto della Nespresso, sulla battaglia per l’acquisizione di Warner Bros. da parte di Netflix e Paramount, sul caso Epstein e anche sulla stessa Cbs. Insomma, la comica non ha risparmiato proprio nessuno. L’attualità è arrivata anche sul red carpet. Mark Ruffalo, Jean Smart Wanda Sykes e Natasha Lyonne hanno sfilato indossando le spillette anti-Ice per ricordare Renee Good, la donna uccisa a colpi di arma da fuoco da un agente dell’Immigration and Customs Enforcement a Minneapolis. Sulle spille bianche e nere gli slogan ‘Be Good’ e ‘Ice Out’. La cerimonia si è conclusa con l’omaggio al regista Rob Reiner. I Golden Globe non prevedono un segmento ‘In memoriam’ dedicato alle celebrità scomparse, ma la conduttrice Nikki Glaser ha voluto comunque ricordare il grande regista. Sul palco è apparsa con un cappellino da baseball nero con il titolo del suo film ‘This Is Spinal Tap’. Reiner e sua moglie, Michele Singer, erano stati trovati morti il mese scorso nella loro villa a Brentwood. Una notizia che ha scosso profondamente il mondo di Hollywood.



Tutti i vincitori dell’83esima edizione dei Golden Globe, i premi assegnati dalla stampa internazionale ai miglior film e serie tv dell’anno.



Miglior film drammatico: ‘Hamnet – Nel nome del figlio’ di Chloé Zhao

Miglior film (musical o comedy): ‘Una battaglia dopo l’altra’ di Paul Thomas Anderson

Miglior regista: Paul Thomas Anderson per ‘Una battaglia dopo l’altra’

Miglior attore protagonista di un film drammatico: Wagner Moura per ‘L’agente segreto’

Miglior attrice protagonista di un film drammatico: Jessie Buckley per ‘Hamnet – Nel nome del figlio’

Miglior attore protagonista di un film (musical o commedia): Timothée Chalamet per ‘Marty Supreme’

Miglior attrice protagonista di un film (musical o commedia): Rose Byrne per ‘If I Had Legs I’d Kick You’

Miglior attore non protagonista: Stellan Skarsgard per ‘Sentimental Value’.

Miglior attrice non protagonista: Teyana Taylor per ‘Una battaglia dopo l’altra’

Miglior film straniero: ‘L’agente segreto’ di Kleber Mendonça Filho

Miglior sceneggiatura: Paul Thomas Anderson per ‘Una battaglia dopo l’altra’

Miglior colonna sonora di un film: Ludwig Goransson per ‘I peccatori’

Miglior canzone: ‘Golden’ dal film ‘KPop Demon Hunters’

Miglior film d’animazione: ‘KPop Demon Hunters’

Miglior risultato al cinema e al box office: ‘I peccatori’ di Ryan Coogler

Miglior serie drammatica: ‘The Pitt’

Miglior serie (musical o comedy): ‘The Studio’

Miglior serie antologica, miniserie o film per la televisione: ‘Adolescence’

Miglior attore in una serie drammatica: Noah Wyle per ‘The Pitt’

Miglior attrice in una serie drammatica: Rhea Seehorn per ‘Pluribus’

Miglior attore in una serie (comedy o musical): Seth Rogen per ‘Studio’

Miglior attrice in una serie (comedy o musical): Jean Smart per ‘Hacks’

Miglior attore in una serie antologica, miniserie o film per la televisione: Stephen Graham per ‘Adolescence’

Miglior attrice in una serie antologica, miniserie o film per la televisione: Michelle Williams per ‘Dying for Sex

Miglior attore non protagonista in una serie: Owen Cooper per ‘Adolescence’

Migliore attrice non protagonista in una serie tv: Erin Doherty per ‘Adolescence’

Miglior attore non protagonista in una serie tv: Owen Cooper per ‘Adolescence’

Miglior performance di Stand-Up Comedy: Ricky Gervais con ‘Mortality’Miglior podcast: ‘Good Hang with Amy Poehler’

Premi speciali: a Helen Mirren il Cecil B. DeMille Award Recipient, mentre a Sarah Jessica Parker il Carol Burnett Award Recipient.

Fonte Adnkronos