Il premier britannico Keir Starmer ha preso posizione contro l’uso dei social media da parte dei più giovani e ieri si è detto aperto alla possibilità di un divieto per i minori, sul modello di quello australiano entrato in vigore lo scorso 10 dicembre per gli under 16.
Uk pronta a un cambio di rotta
Parlando lunedì sera al gruppo parlamentare laburista, Starmer ha raccontato di essere rimasto colpito da rapporti secondo cui “bambini di cinque anni passano ore ogni giorno davanti agli schermi” e ha espresso preoccupazione crescente per “i danni che i social media stanno causando agli under 16”.
«Stiamo guardando all’Australia, ci sono diversi modi in cui si può far rispettare la misura», ha detto Starmer, che in precedenza si era detto contrario a un bando, giudicandolo difficile da applicare e potenzialmente rischioso per la sicurezza online dei ragazzi. Il premier si è espresso in modo chiaro anche sull’uso degli smartphone durante l’orario scolastico: “Nessuno pensa che si dovrebbero avere telefoni nelle scuole”.
Pressioni politiche e consenso trasversale
Un ministro presente alla riunione ha confermato che si stia spingendo verso una stretta: “È stato sicuramente un cambiamento di tono e penso che molti colleghi lo abbiano accolto con favore. Keir ha dato l’impressione che tutte le opzioni siano sul tavolo”.
Il segretario alla Salute Wes Streeting ha spiegato così le ragioni della svolta: “I motivi dietro la decisione australiana sono gli stessi che ci preoccupano qui nel Regno Unito: cyberbullismo, immagine corporea, disturbi alimentari, salute mentale, rischio di adescamento e di reclutamento nel terrorismo e nella criminalità organizzata. È il lato oscuro di internet”.
Lo scorso anno l’esecutivo aveva respinto un disegno di legge del deputato laburista Josh MacAlister che puntava a limitare l’esposizione dei giovani agli algoritmi e a rafforzare le tutele sugli smartphone per gli under 16. Ma da allora il panorama è cambiato. La leader conservatrice Kemi Badenoch ha promesso di bloccare l’accesso ai social «che creano dipendenza» per i minori di 16 anni, mentre il sindaco laburista della Greater Manchester Andy Burnham ha invocato «un consenso trasversale per un’azione molto più coraggiosa».
Anche Nigel Farage, leader di Reform UK, e Ed Davey, leader dei Liberal Democratici, si sono detti favorevole a valutare la misura, sulla base di quelli che saranno i risultati dell’esperimento australiano.
Secondo fonti governative, anche la segretaria alla Tecnologia Liz Kendall sarebbe aperta a un divieto, con una decisione finale attesa entro pochi mesi.
Foto (Ansa): Keir Starmer












