Il nuovo numero di ‘Prima’ è in edicola e disponibile in digitale

Condividi

Il nuovo numero di ‘Prima Comunicazione’ è in edicola. Il mensile è disponibile in edizione digitale per pc, smartphone e tablet.

Scegli l’abbonamento che preferisci o acquista la copia digitale

In questo numero

All’inizio del 2026, il mondo dei media e dell’intrattenimento è diventato un campo di forze. Un luogo in cui si incrociano capitale, tecnologia, potere culturale, algoritmi, territori. E soprattutto visioni diverse di che cosa siano – e debbano essere – l’immaginario collettivo, la cultura e l’informazione.

Peter Thiel (foto LaPresse)

Lo scenario diventa persino paradossale quando entra in campo Peter Thiel, uno dei capostipiti della Silicon Valley, diventato protagonista del dibattito geopolitico con un potere di condizionamento che nasce direttamente dalle tecnologie. Basta visitare il sito di Palantir Technologies, il gruppo da lui fondato e controllato, per rendersi conto di quanto ciò che può sembrare fantascienza sia invece già realtà.
Per questo abbiamo deciso di aprire questo numero di inizio 2026 con un contributo di Michele Mezza, giornalista e accademico, che da anni studia questi ‘mostri’.

Non è un esercizio teorico. È il contesto reale dentro cui cade il 50esimo anniversario di La Repubblica. Ed è dentro questo contesto che oggi si gioca una partita sulla libertà di informazione molto più complessa – e molto più pericolosa – di quella che siamo abituati a considerare. Che vi raccontiamo.


In Italia è in atto una ridefinizione delicatissima degli assetti informativi. È qui che la trattativa per la vendita di GEDI ad Antenna Group diventa il vero snodo politico-editoriale di questo inizio 2026.
Perché non è una trattativa come le altre. Intanto perché il compratore è un importante gruppo greco, praticamente sconosciuto nel nostro Paese, di cui ricostruiamo il profilo, interessante e di grande internazionalità.

Ma, al di là delle valutazioni industriali, la trattativa si svolge in un contesto che ha sullo sfondo il confronto su che cosa sia l’informazione, come cerchiamo di evidenziare, anche pubblicando l’intervista a Prima Comunicazione che Eugenio Scalfari rilasciò nel luglio del 1975, raccontando il progetto di un nuovo quotidiano di nome Repubblica.

Il punto vero, nella compravendita di un giornale, oltre al prezzo, dovrebbe essere la distanza culturale. E la domanda di fondo: che cosa diventa l’informazione quando cambia padrone? Un genere editoriale da ottimizzare o un sistema da custodire? Un contenuto di flusso o una funzione sociale?

Leonardo Maria Del Vecchio (foto Ansa)

È anche per questo che l’ingresso di Leonardo Maria Del Vecchio, con la sua Lmdv Capital, nel capitale dei media non può essere liquidato né come gesto simbolico né come capriccio di un giovane miliardario, tanto più ora che sta per chiudere la trattativa per il gruppo Monrif, che significa QN, Il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno, e un modello integrato che affianca carta, digitale ed eventi.

Il filo che lega Milano, Bologna, Roma e Atene è uno solo: la governance dell’informazione è tornata al centro della scena. Chi decide? Con quale capitale? Con quale orizzonte? E soprattutto: quale spazio resta per il lavoro giornalistico, per il pluralismo reale, per il racconto dei territori?
Per questi motivi vi proponiamo gli aggiornamenti su ciò che fanno i gruppi che presidiano l’informazione locale, come Sae, Nem e Monrif.

Tommaso Cerno

Al Giornale è arrivato il nuovo direttore, Tommaso Cerno, un personaggio che non ha paura di stupire, come si può capire dall’intervista in cui dichiara: “Oggi il progresso sta a destra”. E sempre sul fronte della carta stampata, il debutto di ItalyPost, nuovo quotidiano economico-finanziario.

L’italianissimo Gaspare Borsellino, con la sua Italpress semina partnership nel mondo. La distribuzione sul sito di Italpress di un notiziario quotidiano dell’agenzia news nazionale della Cina, Xinhua, è il più recente accordo dell’agenzia, che procede con un preciso programma di internazionalizzazione.

Nella foto, da sinistra: Diao Ze, Tian Fan, Giulio Tremonti, Gaspare Borsellino e Ivan Cardillo (foto Italpress)

Resta al centro dell’attenzione il processo di trasformazione di Mediaset-Mfe, che dopo la grande espansione europea dovrà ora allineare mercati, modelli e persone. E strettamente collegata a questo impegno c’è la piattaforma unica Mediaset Infinity, alla base della svolta tecnologica del gruppo, che da broadcaster si presenta ora anche come streamer.
Negli Stati Uniti, Warner Bros. Discovery ha scelto di blindare la fusione con Netflix, respingendo alternative e dichiarando che il futuro dell’intrattenimento passa dall’integrazione industriale e dalla sala, non da operazioni tattiche. È un segnale netto: la frammentazione non è più sostenibile. Servono dimensione, controllo, governance.
Commenta questo trend un esperto di cinema e di intrattenimento come Gianluca Guzzo, fondatore e ad di MYmovies, piattaforma di riferimento per i cinefili, di proprietà di GEDI, che sicuramente interessa ad Antenna Group.

Spazio a un dettagliato approfondimento sulla radio, anche grazie ai dati resi disponibili dalla nuova Audiradio. Mentre è in ballo il futuro delle emittenti del gruppo GEDI, Radio Norba passa sotto il controllo di RadioMediaset, e le locali esultano per un mancato taglio di 20 milioni in legge di bilancio.

L’anno nuovo è anche l’occasione per tirare le fila della grande giostra dei diritti tv dello sport. Mercato da 2,2 miliardi, sempre più complesso da decifrare. Si muovono Sky (che mantiene il MotoGp e vede all’orizzonte una possibile federazione con Rai, in vista del mondiale di calcio), Dazn (che prova ad affermarsi come piattaforma multi-sport) e Wbd, con l’inizio imminente delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026.

Massimo Beduschi (in piedi, a destra), Luca Vergani (in piedi, a sinistra), Zeno Mottura (seduto, a destra), e Federica Setti.

Se il mondo dell’informazione vive momenti di tensione anche i grandi gruppi di comunicazione fanno i conti gli effetti dell’AI e dei nuovi trend di mercato. In una lunga intervista, i vertici italiani di Wpp Media (Massimo Beduschi, Luca Vergani e Zeno Mottura) raccontano la nuova organizzazione, investimenti su dati e intelligenza artificiale, piattaforma integrate e un diverso rapporto con clienti e mercato.

Modello di comunicazione innovativo, quantistico, data-driven e interconnesso è quello di Qubit, gruppo italiano il cui fondatore e ceo, Luca Morvili, sta rivoluzionando il modo di fare e pensare la comunicazione, superando gli approcci tradizionali.

Stefano Pontecorvo e Roberto Cingolani, presidente e ceo di Leonardo (foto Imagoeconomica)

Un’inchiesta su aerospazio e difesa offre un inquietante scenario, in cui la cybersicurezza assume un ruolo sempre più importante anche per la tutela di comunicazione e informazione.

Alessandro Furgione e Daniela Campagna

Approfondimento anche su Stardust, nata come casa in stile ‘Grande Fratello’ per influencer, evolutasi con l’ingresso di GEDI in agenzia per giovani talent dei social. La direttrice marketing Daniela Campagna racconta la nuova iniziativa Stardust Academy e spiega come sta cambiando il lavoro di influencer e creator.