Il Garante Privacy Pasquale Stanzione (foto Ansa)

Perquisizioni Gdf al Garante Privacy dopo inchieste Report: sospetto peculato e corruzione

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Peculato e corruzione i reati ipotizzati nel procedimento della procura di Roma che nasce dopo alcuni servizi di Report. Indagati il presidente Stanzione con i membri del collegio

IN AGGIORNAMENTO

Perquisizioni della Guardia di Finanza alla sede del Garante della Privacy, nell’ambito di una indagine della Procura di Roma che vede indagato il presidente dell’Autorità, Pasquale Stanzione e gli altri membri dell’autorità: Ginevra Cerrina Feroni, Agostino Ghiglia e Guido Scorza.

I reati che sono ipotizzati nel procedimento, coordinato dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco, sono di peculato e corruzione.

Ranucci: perquisizioni per servizi Report

L’indagine nasce dopo che per diverse settimane l’authority è stata al centro di alcuni servizi della trasmissione Report, condotta da Sigfrido Ranucci, che hanno acceso i riflettori su spese e procedure di sanzioni risultate opache, oltre che su presunte contiguità con la politica e possibili conflitti d’interesse.


Dai suoi profili social, Ranucci ha parlato dell’episodio mettendolo proprio in relazione con i servizi della trasmissione che conduce. “In seguito ai servizi di Report, la procura ha aperto un’indagine. Al centro delle inchieste ci sarebbero le spese di rappresentanza del Collegio e la mancata sanzione nei confronti di Meta per il primo modello di smart glasses commercializzato dalla società di Mark Zuckerberg: i Ray-Ban stories”, ha spiegato.

Stanzione: assolutamente tranquillo

“Sono tranquillo” il commento del presidente dell’Autorithy, Stanzione, che però non ha risposto alle domande dei cronisti sull’indagine avviata dalla procura di Roma che lo vede coinvolto.

Peculato e corruzione

Nel corso dell’attività della Gdf sono stati acquisiti cellulari e computer. Dal decreto di perquisizione e sequestro eseguito, secondo quanto riportato dalle agenzie, ci sono anche alcune tessere “Volare Classe Executive”, del valore di 6 mila euro ciascuna, tra le utilità contestate ai quattro indagati.
In particolare, nel capo di imputazione in cui si contesta la corruzione, si afferma che gli indagati “in concorso tra loro, quali pubblici ufficiali, omettendo un atto del loro ufficio, ovvero non erogando alcuna sanzione se non una meramente formale alla società Ita Airways (nella quale – si legge – per altro il responsabile della protezione dei dati era, per gli anni 2022 e 2023, un avvocato membro dello studio legale fondato da Guido Scorza e del quale è tutt’ora partner la moglie di questi), a fronte del riscontro di irregolarità formali e procedurali nel monitoraggio delle comunicazioni e nella tenuta della comunicazione relativa al trattamento dei dati nonché mettendo comunque a disposizione i propri poteri e la loro funzione in favore della società di volo, ricevevano come utilità tessere ‘Volare'”.

Per quanto riguarda le accuse di peculato, i magistrati di Roma contestano agli indagati che “avendo per ragioni del loro ufficio la disponibilità di denaro pubblico se ne appropriavano attraverso la richiesta di rimborsi per spese compiute per finalità estranee all’esercizio di mandato per un importo ancora da quantificare”. Sempre per questa fattispecie agli indagati viene contestato di avere “utilizzato l’auto di servizio per finalità estranee alla funzione pubblica”.

“Significativo aumento” dei costi rappresentanza

Nel decreto di 16 pagine si parla anche di un “significativo aumento” nei costi di rappresentanza e gestione. “I costi, a fronte di una spesa marginale nel 2021 (poco superiore a 20 mila euro), avrebbero registrato un incremento significativo a partire dal 2022, raggiungendo nel 2024 circa 400 mila euro annui, a fronte dell’innalzamento del tetto di spesa autorizzato dal Collegio nel 2020 da 3.500 euro a 5.000 euro”.

In base all’esame dei bilanci “consuntivi acquisiti sul sito istituzionale del Gpdp” si è rilevato “nel periodo 2021 – 2024, un incremento significativo delle voci riconducibili alle spese per organi e incarichi istituzionali dell’Autorità e alle spese di rappresentanza.

Nello specifico, la voce relativa agli organi e incarichi istituzionali registra una crescita progressiva, che nel solo anno 2024 avrebbe raggiunto, passando da circa 851 mila euro nel 2021, l’importo complessivo di 1.247.000 euro, in larga parte riconducibile a rimborsi per viaggi, soggiorni in alberghi di categoria ‘cinque stelle’, cene di rappresentanza, servizi di lavanderia, fino a ricomprendere altresì fitness e cura della persona”.

Nel decreto vengono citate anche le missioni all’estero. “In particolare quella del G7 di Tokyo (2023), il cui costo ufficialmente comunicato sarebbe stato di 34.000 euro, ma che, secondo fonti interne e documentazione informale, avrebbe superato gli 80.000 euro, di cui 40.000 destinati ai soli voli.
Analoga situazione si sarebbe verificata in occasione delle missioni in Georgia (Batumi) e in Canada.
Rileva – hanno aggiunto i pm – che alcuni componenti del Collegio abbiano viaggiato in business class, pur in assenza dei presupposti previsti dalla pertinente regolamentazione, ben consapevoli di tale aspetto”.

Auto di servizio per andare in sede partito

Il componente del collegio del Garante della privacy, Agostino Ghiglia, avrebbe utilizzato l’auto di servizio per “recarsi presso la sede di un partito politico per finalità estranee al mandato”.

E’ quanto scrivono ancora i pm della Procura di Roma nel decreto di perquisizione nell’ambito dell’indagine in cui si ipotizzano i reati di peculato e corruzione a carico dei vertici dell’autorità. Nel paragrafo dedicato “all’utilizzo improprio dell’autovettura di servizio” si afferma che “Ghiglia avrebbe utilizzato l’autovettura di servizio per recarsi presso la sede di un partito politico per finalità estranee al mandato”. E ancora: “dagli accertamenti svolti dalla polizia giudiziaria delegata è stato constatato che il 30 dicembre del 2024 sono stati pubblicati i dati del censimento permanente delle auto di servizio delle pubbliche amministrazioni per l’anno 2024. Per quanto di specifica competenza, il Garante, così come indicato analiticamente dalla nota della Gdf, risulta avere nella propria disponibilità un’autovettura con autista con uso esclusivo”. Auto che dovrebbe necessariamente utilizzata per “inderogabili ragioni di servizio” e non per gli spostamenti tra abitazione e luogo di lavoro. I “servizi di osservazione della Gdf hanno invece dimostrato che l’autovettura viene sovente utilizzata da tutti i membri del Collegio e anche per finalità estranee alle esigenze di servizio ovvero, oltre che per gli spostamenti casa lavoro anche per ulteriori spostamenti di carattere strettamente personale”.