Mattarella: stampa antidoto contro abusi di poteri e manipolazioni

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Incontrando i partecipanti al Seminario di Venezia per la stampa britannica, dal Capo dello Stato nuova riflessione sul valore profondo del giornalismo. E a quanto, in una repressione, la prima preoccupazione del potere sia di soffocare la libertà di informazione, come sta accadendo in Iran

“Il giornalismo libero è antidoto contro abusi, manipolazioni ad opera di poteri pubblici e privati, contro opacità e menzogne, consentendo la possibilità di formarsi un’opinione indipendente, basata su rigorosa rappresentazione dei fatti”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando al Quirinale i partecipanti al Seminario di Venezia per la stampa britannica.

In Iran efferato sterminio di manifestanti

“Ogni oppressione, ogni manipolazione dei principi di libertà passa, anzitutto, dalla repressione contro i giornalisti”, ha continuato Mattarella. “Non è un caso che i regimi più efferati provvedano subito a comprimere gli spazi della libertà di informazione, non appena viene posto in discussione il loro operato”, ha aggiunto citando alla repressione sanguinaria in corso in Iran.
“Insieme alla efferata crudeltà dello sterminio dei manifestanti, occultare quanto avviene – le manifestazioni di piazza, la repressione, le uccisioni – è stata la prima preoccupazione di un regime, che, fin dall’inizio, ha tentato di bloccare l’accesso alle fonti di informazione, la diffusione delle notizie”, ha rilevato il capo dello Stato.

“Si tratta soltanto dell’ultimo esempio dei tentativi di nascondere il dissenso, il malessere sociale, la verità, attraverso l’oscuramento dei fatti che i giornalisti sono invece chiamati a testimoniare in ogni circostanza, particolarmente in quelle più drammatiche, come i conflitti dai cui teatri si cerca di escluderli, censurandone il lavoro o addirittura proibendo loro l’accesso”.

Impegno per “verità e libertà” pagato a caro prezzo

Mattarella ha dedicato un pensiero anche ai giornalisti uccisi. Un impegno “di verità e di libertà” che definisce “pagato a caro prezzo”, come testimoniano gli oltre 120 reporter e operatori media uccisi nel 2025 – molti dei quali a Gaza.

Il regolamento Ue sulla libertà dei media

Infine un rimando alla regolamentazione Ue sui media. “I temi della libertà di informazione si nutrono anche delle regole con cui la comunità internazionale definisce i suoi profili”.
“A questo riguardo è certamente di grande valore che l’Unione Europea abbia voluto definire – con il Regolamento europeo sulla libertà dei media – un importante contributo in questa direzione”, ha concluso.