All’indomani della perquisizione della Gdf, il giornalista ha detto la sua sul ruolo dell’authority e il legame con la politica. “Si sentono intoccabili, devono dimettersi”
“Se non ci sarà un blitz della politica, che non mi aspetto non se ne andranno mai. Tu rinunceresti a 250 mila euro all’anno per poi doverti cercare un altro lavoro?”.
Lo afferma, in un’intervista a La Stampa, Sigfrido Ranucci, giornalista Rai e conduttore di Report. Il riferimento i componenti del Garante della privacy su cui la procura di Roma ha avviato un’indagine per peculato e corruzione, con perquisizione negli uffici dell’authority da parte della Gdf.
“Il presidente Stanzione ha speso seimila euro dal macellaio, per portare la carne a casa sua a Salerno. Quanti sono in famiglia? La vicepresidente Feroni Cerrina, invece, ha pagato il conto dal parrucchiere”, ha elencato il giornalista. “Ma, secondo me, non è questo il principale motivo per cui si dovrebbero dimettere. Per quello che c’è dietro al peculato: Ghiglia ha usato impropriamente l’auto di servizio per fare cosa? Per andare nella sede di Fratelli d’Italia a prendere istruzioni da Arianna Meloni. È la dimostrazione della loro non indipendenza dalla politica, della totale mancanza di imparzialità”, ha ribadito.
Il ruolo del Governo
Rispetto al ruolo del governo in questa vicenda, Ranucci ha detto: “capisco l’imbarazzo e il silenzio. Ma chi è silente è complice, ha usato il Garante come braccio armato per colpire i giornalisti e la libertà di stampa”. “Forse, ha rincarato, è anche ricattabile, visto ci sono alcune decisioni dell’Autorità chiaramente pilotate dalla politica, a cominciare dalla sanzione inflitta alla Rai per l’inchiesta di Report sul caso Sangiuliano”.
“Si sentono intoccabili e impuniti – ha continuato il giornalista. Si sono appropriati di un ente istituzionale, trasformandolo in un braccio armato della politica e sperperando denaro pubblico, anche a causa di decisioni rivelatesi errate”. “È un mix tra incapacità di valutazione e posizione prona alla politica”.
Nuove inchieste da Report?
Alla domanda se dal programma stanno continuando a occuparsi del Graante, Ranucci ha risposto: “ci sono vari altri aspetti da chiarire, poi abbiamo ricevuto centinaia di segnalazioni”. “Come all’inizio, anzi voglio sottolineare che tutto nasce dall’interno del Garante: gli stessi dipendenti non ne potevano più di vedere quello scempio davanti ai loro occhi”, ha chiosato.












