Dopo le dimissioni di Guido Scorza, nessun passo indietro dagli altri tre componenti dell’authority. ‘Noi sempre corretti’, scrivono in una nota diffusa dai legali. “Le ipotesi investigative, allo stato del tutto ‘embrionali’, ribadiscono, seguono inchieste promosse da giornalisti in evidente conflitto con l’operato del Garante”
Dopo le dimissioni di Guido Scorza, nessun passo indietro da parte degli altri tre componenti del collegio del Garante della Privacy, Pasquale Stanzione, Ginevra Cerrina Feroni e Agostino Ghiglia.
La decisione è stata comunicata in una nota, ripresa dalle agenzie, e firmata dagli avvocati Giuseppe Della Monica, Vittorio Manes, Gianluca Tognozzi e Alberto De Sanctis.
“Le ipotesi investigative, allo stato del tutto “embrionali” seguono inchieste promosse da giornalisti in evidente conflitto con l’operato del Garante” si legge ancora nel testo con un riferimento – anche se non esplicitato chiaramente – ai servizi di Report che per diverse settimane si è occupato dell’authority.
Ecco il testo completo.
“Il presidente prof. Pasquale Stanzione, la vice presidente prof.ssa Ginevra Cerrina Feroni ed il componente dott. Agostino Ghiglia ci hanno comunicato la loro ferma volontà di proseguire nello svolgimento delle loro funzioni istituzionali di componenti il Collegio del Garante per la protezione dei dati personali, nella convinzione di aver sempre agito in piena trasparenza e correttezza”.
“Va del resto evidenziato che le ipotesi investigative, allo stato del tutto “embrionali” seguono inchieste promosse da giornalisti in evidente conflitto con l’operato del Garante, e dovranno dunque essere oggetto di particolare verifica, con scrupolosa attenzione, da parte della magistratura, nel cui operato si esprime piena e totale fiducia”.
“In qualità di difensori, rispettiamo e condividiamo pienamente questa scelta, fermi nel ritenere inaccettabile che i delicati equilibri di una Autorità indipendente di primario rilievo costituzionale siano oggetto di un processo impropriamente celebrato sui media – con intollerabile violenza, totale mancanza di rispetto per la presunzione di innocenza e per la stessa dignità delle persone – e non nelle sedi giudiziarie competenti: le uniche sedi dove si devono verificare fatti ed eventuali responsabilità in uno Stato di diritto”.












