La BBC potrebbe presto produrre programmi destinati a essere pubblicati in anteprima su YouTube, segnando una svolta nella strategia dell’emittente pubblica britannica, impegnata a rispondere concretamente alle pressioni di politici e del regolatore Ofcom affinché la tivù pubblica valuti nuovi contenuti per intercettare il pubblico giovane
Le proposte potrebbero essere annunciate già la prossima settimana. Secondo quanto riportato dal Financial Times, alcuni contenuti realizzati per YouTube verrebbero successivamente distribuiti anche su BBC iPlayer e BBC Sounds, piattaforme in forte crescita. Inoltre con questa operazione, BBC potrebbe beneficiare dei ricavi pubblicitari generati dalla diffusione dei programmi al di fuori del Regno Unito.
Il nodo del canone
Il progetto, tuttavia, solleva interrogativi sull’uso del canone radiotelevisivo per finanziare contenuti accessibili anche senza pagamento. Stephen Price, esperto delle abitudini di consumo televisivo , sottolinea come il cambiamento sia difficilmente evitabile: “C’è un senso di inevitabilità in tutto questo, forse accelerato dall’arrivo delle smart TV, che hanno reso possibile guardare YouTube sul televisore principale nei salotti, portandolo di fatto nel mainstream”. E aggiunge: “Mi chiedo anche cosa significhi per il canone. YouTube ovviamente non paga il canone, ma ne trarrà enormi benefici. Allora a cosa serve oggi il canone?”.
I dati confermano il peso crescente di YouTube: a dicembre ha raggiunto 51,9 milioni di utenti nel Regno Unito per visioni di almeno tre minuti consecutivi, superando la BBC, mentre l’emittente britannica resta nettamente avanti per tempo di visione prolungato, con milioni di spettatori che seguono i suoi contenuti per 15 minuti o più.
Dubbi interni
All’interno della BBC la preoccupazione è che una presenza eccessiva su YouTube rafforzi il potere delle big tech statunitensi e renda meno riconoscibile il marchio.
Inoltre Patricia Hidalgo, responsabile BBC per bambini e istruzione, sottolinea che la piattaforma tende a indirizzare i più giovani verso contenuti statunitensi, invece di “valorizzare la programmazione britannica che contribuisce a consolidare la loro identità culturale”.
Il trend dei canali autonomi
Il richiamo di YouTube sta portando figure note dei media statunitensi a svincolarsi dalle strutture tradizionali per sviluppare canali autonomi. Tale fenomeno comincia a manifestarsi anche nel Regno Unito: questa settimana Amol Rajan ha annunciato l’addio al Today di BBC Radio 4 per fondare una propria società di produzione di contenuti.
Foto (Ansa)












