Nel Regno Unito partirà uno studio pionieristico sugli effetti della limitazione dell’uso dei social media tra i minori. La ricerca coinvolgerà circa 4.000 studenti di 30 scuole secondarie di Bradford, nel West Yorkshire, e rappresenta il primo tentativo su larga scala di valutare sperimentalmente tale impatto. “Questo studio è il primo al mondo che cerca davvero di rispondere a questa domanda”, ha spiegato la professoressa Amy Orben dell’Università di Cambridge, co-responsabile del progetto.
Come funziona il “trial” sui social
Lo studio, chiamato IRL Trial, riguarderà studenti di 8, 9 e 10 anni. Tutti compileranno un questionario iniziale su salute mentale, qualità del sonno e amicizie, e installeranno un’app di ricerca sul loro dispositivo principale. Gli studenti frequentanti lo stesso anno scolastico saranno sottoposti in modo casuale a due tipi di prove: il semplice monitoraggio dell’uso dei social; oppure la limitazione dell’accesso a TikTok, Instagram, Facebook, X, LinkedIn, Reddit, YouTube e Snapchat a un’ora al giorno. In entrambi i casi i bambini avranno un blocco notturno dalle 21 alle 7.
Così Orben spiega la scelta di intervenire su interi gruppi di pari: “Sappiamo che togliere i social media a un singolo adolescente può avere un impatto molto diverso rispetto a toglierli a tutto il suo gruppo di amici per un certo periodo di tempo”. Le app di messaggistica, come WhatsApp, resteranno invece accessibili perché considerate fondamentali per la comunicazione familiare.
Dopo sei settimane gli studenti compileranno un secondo questionario per valutare sintomi come l’ansia. “Il livello di ansia dei partecipanti è il nostro principale indicatore, ma siamo interessati anche alla depressione”, ha dichiarato Dan Lewer, direttore del Bradford Centre for Health Data Science e co-responsabile dello studio. I ricercatori analizzeranno inoltre sonno, esperienze di bullismo, tempo trascorso con amici e familiari e il modo in cui i ragazzi si confrontano con i coetanei.
Dopo una fase pilota ad aprile, lo studio vero e proprio partirà in ottobre 2026 ed i primi risultati sono attesi per l’estate del 2027.
Politici verso il divieto sotto i 16 anni
La ricerca si inserisce in un clima politico sempre più attento alle problematiche relative all’uso dei social. Alla Camera dei Lord John Nash ha recentemente presentato un emendamento alla legge sul benessere dei bambini e le scuole (Children’s Wellbeing and Schools Bill) che mira a vietare, come in Australia, l’uso dei social nel Regno Unito agli under 16. “Il tempo dei rinvii e delle esitazioni è finito. Senza un’azione rapida per portare a 16 anni il limite di età per i social media, rischiamo una catastrofe sociale” ha dichiarato Nash.
Lo stesso primo ministro Keir Starmer la scorsa settimana ha ammesso di aver cambiato posizione sulla questione e di star prendendo in considerazione la possibilità di un divieto sul modello australiano.
Il governo, tramite la ministra della tecnologia Liz Kendall, ha assicurato che la consultazione in corso durerà pochi mesi e che una posizione definitiva sarà presa entro l’estate.
Evidenze scientifiche
I ricercatori ribadiscono che lo studio è indipendente dalle scelte del governo e presenta limiti inevitabili, come la possibilità che alcuni studenti utilizzino dispositivi altrui, o scelgano di non partecipare al test. Tuttavia, ritengono che i risultati possano fornire dati cruciali anche per altri paesi. “La decisione finale spetta ai decisori politici. Noi stiamo semplicemente fornendo le migliori prove possibili nei tempi a disposizione” ha concluso Orben.
Foto (ANSA)












