IA, Nadella: una bolla se non darà benefici a tutti

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Parlando a Davos, il ceo di Microsoft si è soffermato su quello che ha definito un aspetto “non scontato e centrale” che riguarda la nuova tecnologia e sulla necessità che il suo sviluppo sia sostenuto da una reale domanda

Il futuro dell’intelligenza artificiale dipende da quanto sarà utile, davvero, e per tutti. Ne è convinto Satya Nadella.

Durante il suo intervento dal Forum economico di Davos, il ceo di Microsoft ha definito questo tema una questione non scontata e centrale a proposito della nuova tecnologia sul cui sviluppo e crescita si sta misurando la forza delle più importanti big tech e delle nazioni.

Non solo offerta, serve la domanda

“Perché questa non sia una bolla, per definizione, è necessario che i benefici siano distribuiti in modo molto più uniforme. Un segno rivelatore di una bolla sarebbe se parlassimo solo di aziende tecnologiche; in quel caso si tratterebbe puramente di una questione di offerta”, ha detto.

Quello che serve invece, è la domanda. “Penso che noi, come comunità globale, dobbiamo arrivare a un punto in cui utilizziamo questo strumento per fare qualcosa di utile che cambi le sorti delle persone, delle comunità, dei paesi e delle industrie, giusto? Altrimenti non credo che abbia molto senso”.
Il motivo è molto pratico. “Direi – ha ragionato – che perderemo rapidamente persino il permesso, in termini sociali, di impiegare cose come l’energia, che è una risorsa scarsa, e usarla per generare queste elaborazioni digitali se questi non migliorano i risultati sanitari, educativi, l’efficienza del settore pubblico e la competitività dell’ambito privato, in tutti i settori, piccoli e grandi”.
“E questo per me è l’obiettivo finale”, ha chiosato, lasciando intendere quanto dal suo punto di vista ci sia in gioco il peso dell’Ai nel futuro dell’umanità.

Energia aspetto fondamentale

Restando sul tema dell’energia, Nadella ha guardato anche al ruolo chiave che l’energia e i suoi costi rivestono in modo concreto nello sviluppo e decidere quale Paese vincerà la corsa all’IA.
“La crescita del pil in qualsiasi luogo – ha detto – sarà direttamente correlata” al costo dell’energia nell’uso dell’intelligenza artificiale. L’Europa ha alcuni dei costi energetici più alti al mondo che sono aumentati dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022. Per sopperire a questo problema, secondo Nardella l’Europa deve avere una prospettiva piu’ globale per avere successo nell’era dell’intelligenza artificiale.
“La competitività europea riguarda la competitività della sua produzione a livello globale, non solo in Europa”, ha concluso.