La Federal Communications Commission ha modificato l’interpretazione della regola dell’“equal time”, segnalando alle emittenti che i talk show diurni e notturni non possono più dare per scontata l’esenzione dall’obbligo di offrire pari spazio ai candidati politici. Non si tratta di una nuova norma, ma di un cambio di applicazione che incide direttamente su programmi di intrattenimento trasmessi dalle reti generaliste.
Secondo la FCC, l’eccezione riservata ai programmi di “bona fide news”, con l’intento cioè di informare in modo serio senza fare propaganda politica, non può essere applicata in automatico ai talk show e quindi ogni programma dovrà dimostrare di rientrarvi. Altrimenti per un’intervista concessa a un candidato, gli avversari potranno fare richieste di tempo equivalente.
Secondo il nuovo orientamento i talk show serali che sono stati trattati per decenni come implicitamente coperti dall’eccezione giornalistica, adesso dovranno presentare richiesta formale. La FCC chiarisce inoltre che non conta il format del programma, ma il contenuto editoriale: “Un programma motivato da finalità partitiche, ad esempio, non avrebbe diritto a un’esenzione in base alla consolidata giurisprudenza della FCC”.
I programmi nel mirino
Il chiarimento riguarda direttamente talk show in onda su frequenze pubbliche come Jimmy Kimmel Live! o The View, che ospitano frequentemente politici e presentano letture satiriche e critiche dell’attualità, che – la FCC ribadisce – devono rispettare gli obblighi di servizio al “pubblico interesse”. Nel frattempo, l’agenzia invita le stazioni a comportarsi già ora come se la norma fosse pienamente applicabile: “È importante che sia le emittenti sia i candidati legalmente qualificati comprendano i regolamenti della FCC sulle pari opportunità e come questi possano portare le emittenti a offrire ai candidati legalmente qualificati avversari un tempo e una collocazione comparabili”.
Il peso di Brendan Carr
Il cambio di tono della FCC si inserisce nella strategia del presidente dell’agenzia Brendan Carr, nominato da Donald Trump, che ha più volte criticato i talk show delle grandi reti accusandoli di non rispettare gli standard di imparzialità. Carr sostiene che la FCC debba applicare con maggiore fermezza le regole esistenti, senza creare nuove esenzioni di fatto.
L’allarme sulla libertà di espressione
La commissaria democratica Anna M. Gomez ha reagito accusando la FCC di usare il potere regolatorio come leva politica. “Un’escalation nella campagna in corso di questa FCC per censurare e controllare il discorso pubblico” ha dichiarato Gomez, sottolineando che nessuna regola è stata modificata formalmente e che il rischio di autocensura è alto. “Le emittenti non dovrebbero sentirsi costrette ad attenuare, ripulire o evitare coperture critiche per paura di ritorsioni regolatorie” ha aggiunto, ribadendo che “Il Primo Emendamento non cede di fronte alle intimidazioni governative”
Foto (Ansa): Brendan Carr


















