Snapchat patteggia mentre migliaia di cause per dipendenza digitale attendono i tribunali USA

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La dipendenza dai social messa sotto accusa come quella, a lungo negata, da tabacco e oppioidi.

La società madre di Snapchat, Snap Inc., ha patteggiato una causa civile sulla presunta dipendenza da social media poco prima dell’avvio del processo in California fissato per il prossimo 27 gennaio. L’accordo evita la testimonianza inizialmente prevista in aula dell’amministratore delegato Evan Spiegel. Snap ha dichiarato alla BBC che le parti erano “liete di essere riuscite a risolvere la questione in maniera amichevole”.

Nel procedimento restano però coinvolte altre big tech, come Meta, TikTok e YouTube, che non hanno raggiunto un’intesa e dovranno affrontare il giudizio.

La causa e il ruolo dei processi “bellwether”      

Il procedimento nasce dalla denuncia della querelante K.G.M., una giovane di 19 anni che afferma di aver sviluppato problemi di salute mentale a causa della dipendenza dalle app di social media. Il caso è il primo di tre processi “bellwether” che raggruppano migliaia di azioni legali simili. Un processo “bellwether” – il nome viene dalla pecora con la campanella che guida il gregge – è infatti un processo di esempio, scelto tra molti casi simili che aiutano le aziende a capire se possono essere considerate responsabili e quale potrebbe essere la decisione del tribunale anche negli altri casi.

Nel 2025 un giudice di Los Angeles ha stabilito che non solo i contenuti pubblicati dagli utenti, ma anche le caratteristiche di progettazione delle piattaforme potrebbero aver causato danni, aprendo la strada a una possibile responsabilità diretta delle aziende.

Possibili conseguenze per l’industria

Finora le Big Tech hanno invocato la sezione 230 del Communications Decency Act, che le tutela dalla responsabilità per i contenuti generati dagli utenti, ma, secondo lo studio legale Beasley Allen, che rappresenta i querelanti, le cause potrebbero portare a risarcimenti miliardari, cambiamenti obbligatori nel design delle piattaforme e nuove regole federali sul rapporto tra tecnologia e minori. “Il contenzioso viene paragonato a storici casi del passato contro le grandi industrie del tabacco e dei produttori di oppioidi – settori che sono stati ritenuti responsabili di danni alla salute pubblica dopo anni di negazione”.

Foto (ANSA)