Via social, il Cdr critica ancora una volta l’opacità di gestione di Exor e annuncia la pubblicazione di un lavoro di ricerca sulle attività imprenditoriali della famiglia Kyriakou. Tra bilanci non sempre aggiornati, scrivono i giornalisti, emerge un quadro di circa 90 società distribuite in diversi paesi, con attività editoriali senza presenza sulla carta e pari a un terzo di Gedi. E dubbi su come l’attività tv possa sostenere una espansione internazionale.
Il Cdr di Repubblica interviene nuovamente sulla trattativa per la cessione del giornale, insieme ad altri asset editoriali Gedi – fatta eccezione per La Stampa per cui è coinvolto il gruppo Sae – ai greci di Antenna.
In vista del 31 gennaio, data che viene indicata come scadenza dell’esclusiva per le trattative, il comitato di redazione torna a lamentare “la più totale mancanza di trasparenza”, a cominciare dalle informazioni sul potenziale compratore e sulla sua attività imprenditoriale.
Ne è nato dunque un lavoro giornalistico, con la stesuta di un dossier che verrà condiviso sui nostri canali social del sindacato – su Facebook “La Repubblica siamo noi” e su Instagram “larepubblicasiamonoi”.
Un dossier su Antenna Group
In sintesi, i giornalisti hanno ricostruito che le holding della famiglia Kyriakou sono collocate in Lussemburgo, come anche la capogruppo K Group. Il gruppo è formato da circa 90 società, la maggior parte site in Olanda (30), Cipro (23), Grecia (22), Romania (6), senza un coordinamento tra loro.
“Dall’analisi dei bilanci 2024 da noi rinvenuti affiora un’attività editoriale senza alcuna presenza nella carta stampata, grande circa un terzo di quella di Gedi”, hanno scritto ancora, non nascondendo dubbi – bilanci (non aggiornati) alla mano – su come attraverso “l’attività televisiva i Kyriakou siano in grado di finanziare l’espansione internazionale”.
Richiedendo dunque bilanci aggiornati, dal Cdr è arrivato una nuova critica a Exor a cui viene attribuita opacità di gestione. Con l’augurio finale che “il nuovo possibile proprietario di Repubblica dia sin da subito un segnale di discontinuità, improntato alla massima fiducia e (…) trasparenza”.

Il dossier via social
Di seguito riportiamo il testo condiviso sui due profili social dal Cdr. “Scattare una fotografia aggiornata del gruppo economico che fa capo alla famiglia greca Kyriakou, in trattative con Exor l’acquisto del gruppo Gedi è impresa ardua”, scrive il comitato di redazione corredando il preambolo con una serie di slide che spiegano nuovamente le motivazioni dietro al lavoro di ricerca e indagine da loro fatto sul gruppo greco.
La holding K Gpoup in Lussemburgo
In Lussemburgo c’è una holding, K Group, che raggruppa le attività dei tre fratelli Xenofon, Theodore e Athina Kyriakou, il cui l’ultimo bilancio consolidato depositato risale al 2019, mentre è del 2021 quello non consolidato.
Da questi due bilanci si deduce che i filoni di business sono due. Il primo, che pesa per circa i due terzi del totale, è di carattere finanziario e gravita intorno alle società domiciliate a Cipro, che gestiscono i proventi dell’attività originaria della famiglia, il trasporto di petrolio su navi cisterna. Il secondo filone è quello televisivo-editoriale e gravita sulle società con base in Olanda, specie ad Amsterdam.
L’attività tv
Nel registro delle società olandesi è spuntato che nel dicembre 2025 è stato depositato un bilancio 2024 di Antenna Group Bv, la capofila del business televisivo, con uno striminzito stato patrimoniale. Andando a scoprire le società operative sotto la holding abbiamo trovato due bilanci consolidati del 2024 e del 2023 di Antenna Greece BV, presentati “con il preciso scopo di essere utilizzati” ad uso dei nuovi azionisti entrati nella compagine societaria nel 2022 e nel 2024. Cioé la Mbc, società di media del fondo sovrano saudita, e la Eurolife Ffh Life Insurance, un assicuratore greco che fino a fine 2025 era controllato dal gruppo canadese Fairfax. Questi bilanci, a uso dei nuovi soci, non sono dettati da motivi di trasparenza, ma restituiscono l’unica fotografia della consistenza del gruppo televisivo aggiornata a fine 2024.

Tre bilanci con dati in perdita
L’attività free to air è stata avviata nel 1989 da Minos Kyriakou, padre dei tre figli che oggi controllano il gruppo con il 33% a testa, come diversificazione dell’attività nata nel 1965 con le spedizioni di petrolio via nave. In Antenna Greece BV non ci sono società che operano nella carta stampata e mettendo in fila i numeri degli ultimi tre esercizi emerge che il fatturato è passato dai 103 milioni del 2022, ai 130 del 2023 fino ai 138 del 2024. I tre esercizi sono risultati tutti in perdita, 29 milioni nel 2022, 42,6 milioni nel 2023 e 3,4 milioni nel 2024. Il salto in avanti dei ricavi, nel triennio, si è verificato grazie all’incorporazione della Village Roadshow Operations Hellas SA, acquisita nel novembre 2022 e che ha apportato 22 milioni di vendite di biglietti nei cinema, 9,8 milioni di incassi da caffetterie e mense, e 1,9 milioni di ricavi da giochi elettronici. La base dei ricavi da pubblicità, la prima voce del conto economico, è invece aumentata nel periodo grazie al consolidamento di società esterne al perimetro, come Antenna Tv Single Member e Makedonia Tv Single Member, delle quali si sa poco o nulla. La vendita degli spazi pubblicitari è così passata dai 54,2 milioni del 2022 a 72,7 milioni del 2023 fino a 87,1 milioni nel 2024. In questo esercizio compaiono anche 3,3 milioni di ricavi da abbonamenti, per l’ingresso nel gruppo delle società tramite cui è stato lanciato il canale Pay Tv Ant1+ in Grecia e a Cipro a fine 2022, in partnership con il gruppo Fairfax (15%).
Sotto il profilo della forza lavoro, Antenna Greece aveva 670 dipendenti nel 2023, saliti a 690 nel 2024 con un monte salari a 19,1 milioni, più 6,1 milioni di contributi sociali e assicurativi e 4,7 milioni di spese per benefit.
Scorrendo il bilancio 2023 di Antenna Greece BV si scopre che nel 2022 la società ha beneficiato di un aumento di capitale da 225 milioni sottoscritto dal gruppo saudita Mbc, 124 dei quali per azioni con diritti di voto fino al 30%. Altri 100 milioni di Mbc sono in azioni senza diritto di voto. I piani con i sauditi prevedevano la creazione di studios e infrastrutture in Grecia per attrarre produzioni di film e format tv da tutto il mondo, per fare della Grecia un hub internazionale per le produzioni audiovisive. Non è dato di sapere a che punto sono questi progetti.
Nel bilancio 2024 di Antenna Greece ci sono anche 206 milioni di debiti con le banche, 44 milioni di leasing e 102 milioni di debiti commerciali. Il flusso di cassa, pari a 30 milioni nel 2024, non riusciva a coprire gli investimenti (40 milioni) e si è dovuto emettere un bond convertibile da 50 milioni sottoscritto da un’assicurazione nell’orbita di Fairfax.
I dubbi sulle risorse per l’acquisizione
Antenna Greece negli ultimi tre anni non ha mai distribuito dividendi e dunque non sembra che con la loro attività televisiva i Kyriakou siano in grado di finanziare espansioni internazionali. Le risorse per supportare l’acquisto di Gedi potrebbero arrivare dalle società cipriote, gestite tenendo alta la liquidità proprio per andare a supportare lo sviluppo del business televisivo e editoriale. Ma è solo una supposizione, e in nessun bilancio compare liquidità sufficiente, solo in Antenna Group BV stazionano 365 milioni di utili non distribuiti.
Una seconda possibilità, circa le fonti di finanziamento delle acquisizioni internazionali, viene dal passato e riguarda i proventi di due cessioni in Bulgaria e Serbia. La data chiave, per i Kyriakou, è l’ottobre 2008, pochi giorni dopo il fallimento di Lehman e l’inizio della grande crisi finanziaria. In quei giorni Antenna Group riuscì a chiudere la vendita della bulgara Nova TV al gruppo svedese Mtg, per 620 milioni di euro. La partecipazione era costata 13 milioni dieci anni prima e l’operazione fu salutata dal gruppo greco come “uno dei più grandi ritorni sull’investimento mai conseguiti da una società media europea”. I poveri svedesi hanno invece dovuto svalutare quasi completamente l’incauto acquisto già tra il 2009 e il 2012, salvo poi recuperare 185 milioni nel 2019 vendendo a due imprenditori bulgari.
Da quel momento Theo Kyriakou si costruisce la fama di investitore tra i più scaltri nel mondo dei media, anche in partnership con il fondo di investimento americano Raine specializzato nei settori telefonia, media e tecnologia. Sul sito di Antenna Group si citano investimenti in Spotify, Twitter, Facebook prima della loro quotazione, a rimarcare la capacità di individuare investimenti profittevoli prima degli altri. Ma il secondo colpo, arrivato nel 2018, è ancora sui vecchi media: la vendita per 180 milioni delle tv in Serbia e Montenegro, rilevate una decina di anni prima da Rupert Murdoch. Un’operazione che permette ai Kyriakou di distribuire un dividendo di 55,6 milioni alle holding di famiglia in Lussemburgo, quelle a monte del K Group.
Cosa sia rimasto al giorno d’oggi dei proventi ottenuti con le cessioni in Bulgaria e Serbia non è dato sapere, perché come detto l’ultimo bilancio consolidato della holding K Group è del 2019. Fa specie, però, che a fine 2019 K Group presentasse ricavi per soli 39,4 milioni, di cui 18,8 da pubblicità. Di tutti i ricavi, 24,3 milioni venivano dalla Grecia e 13,1 dalla Romania, dove il gruppo ha investito nel settore radio.
Gli amministratori quell’anno scrivevano che “il gruppo finanzierà i suoi piani strategici di crescita con l’atteso miglioramento del proprio cash flow operativo, derivante dai più profittevoli segmenti di attività di investimento, dalla Pay Tv e dalle performance in miglioramento delle stazioni radio in Romania e dalle attività in Grecia”. Gli utili portati a nuovo a fine 2019 erano 185 milioni, in pratica i frutti della cessione delle Tv in Serbia e Montenegro. Da quel momento a oggi buio completo.

















