Alberto Barachini

Barachini: servirebbe un PNRR europeo per l’editoria e l’informazione

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In un’intervista a Famiglia Cristiana e alla FISC, il sottosegretario all’Informazione e all’Editoria Alberto Barachini ribadisce il ruolo centrale dei contributi pubblici per sostenere il pluralismo, l’informazione locale e la “buona stampa” cattolica, realtà che coinvolgono 189 testate e cinque milioni di lettori. Barachini propone un “PNRR europeo per l’editoria”, sottolinea l’importanza del giornalismo professionale contro fake news e deepfake, difende la necessità di mantenere viva la rete delle edicole e afferma che il digitale non può sostituire la carta. Centrale anche il coinvolgimento delle scuole per avvicinare i giovani alla lettura dei giornali.

«I contributi diretti all’editoria? Uno strumento essenziale per il pluralismo»: così il sottosegretario per l’Informazione e l’Editoria Alberto Barachini risponde a Famiglia Cristiana e alla FISC (la Federazione italiana dei settimanali cattolici) all’interno dell’inchiesta sulle loro testate, i cui finanziamenti, previsti dal decreto legislativo 70 del 2017, andranno a esaurirsi nel 2030.

Nell’intervista – che viene pubblicata oggi su Famiglia Cristiana e, in questi giorni, su tutti i giornali delle diocesi italiane – il sottosegretario Barachini affronta alcuni nodi centrali: il valore del giornalismo come argine alla disinformazione, il futuro dei contributi pubblici, l’impatto dell’IA e il legame profondo tra informazione di qualità e partecipazione democratica. Infine, il ruolo che può e deve svolgere l’Unione Europea.

​Nell’intervista realizzata dal direttore di Famiglia Cristiana don Stefano Stimamiglio e Chiara Genisio, vicepresidente vicario della FISC il sottosegretario Barachini ipotizza la creazione di un «PNRR europeo per l’editoria e l’informazione, un fondo destinato a sostenere il pluralismo, l’innovazione e l’occupazione del settore».

Lo scenario, secondo Barachini, è chiaro: «Il giornalismo professionale e l’informazione locale sono il principale argine a fake news e deepfake. A rischio – spiega – c’è il consumo di fiducia e, di conseguenza, la partecipazione democratica». Da qui gli strumenti adottati: «Abbiamo introdotto criteri di sostegno come “valore giornalistico” e avviato una Commissione sull’impatto dell’IA». Sul contrasto alla chiusura delle edicole, continua Barachini: «Dobbiamo sostenere la distribuzione, soprattutto nelle aree remote e mantenere aperti punti vendita fondamentali per la comunità».

Il digitale? «Non sostituirà mai completamente la carta stampata. I lettori più fedeli sono over 55 e preferiscono la carta. Inoltre, il mercato editoriale digitale, da solo, non riesce a sostenere il settore».

E ancora, i contributi diretti: «Li consideriamo uno strumento essenziale per il pluralismo. Stiamo lavorando a un aggiornamento del regolamento che premi il lavoro giornalistico e la presenza sul territorio, mantenendo i livelli di sostegno e valorizzando le realtà più attive e radicate».

Infine, l’importanza di coinvolgere i giovanissimi nel percorso di valorizzazione della carta stampata: «La scuola è un passaggio fondamentale. Abbiamo messo a disposizione risorse perché gli istituti possano abbonarsi a quotidiani e periodici, ma queste misure sono ancora poco utilizzate».