Nel messaggio per la Quaresima, nuovo invito del pontefice a “disarmare il linguaggio”, “digiunando” da parole che feriscono e giudicano per lasciare spazio a misura e gentilezza
Un invito a “disarmare il linguaggio”, sostituendo parole di odio ad altre di pace e speranza. Nel suo primo Messaggio per la Quaresima papa Leone XIV è tornato a guardare all’importanza della parola come mezzo per costruire relazioni piuttosto che per alimentare tensioni e divisioni.
Riflettendo sul valore dell’ascolto – una delle tre parole scelte per accompagnare il cammino verso la Pasqua, con ‘digiuno’ e ‘insieme’ – il pontefice ha invitato a “una forma di astensione molto concreta e spesso poco apprezzata, cioè quella dalle parole che percuotono e feriscono il nostro prossimo”. “Cominciamo a disarmare il linguaggio, rinunciando alle parole taglienti, al giudizio immediato, al parlar male di chi è assente e non può difendersi, alle calunnie”, ha detto citando situazioni molto concrete.
“Sforziamoci invece di imparare a misurare le parole e a coltivare la gentilezza: in famiglia, tra gli amici, nei luoghi di lavoro, nei social media, nei dibattiti politici, nei mezzi di comunicazione, nelle comunità cristiane”.
“Allora tante parole di odio lasceranno il posto a parole di speranza e di pace”, ha aggiunto, chiedendo infine “la forza di un digiuno che attraversi anche la lingua, perché diminuiscano le parole che feriscono e cresca lo spazio per la voce dell’altro”.












