Realizzato dall’Eni permetterà il controllo in tempo reale delle strutture architettoniche ma permetterà anche di gestire al meglio di flussi dei visitatori. Una app per gli smartphone e un hub interattivo per condividere l’esperienza della visita

Sta per compiere 400 anni la basilica di San Pietro, la cui data di dedicazione è il 18 novembre 1626, e per il suo quadricentenario la Fabbrica di San Pietro, l’amministrazione vaticana che ne ha la gestione, le ha regalato un gemello digitale. Un progetto partito due anni fa,elaborato assieme all’Eni e che ha prodotto la mappatura digitale non solo dell’intera struttura architettonica della Basilica, dalla cupola michelangiolesca alle cripte, ma che si è estesa sia in superficie, arrivando a comprendere un’area di 80 mila metri quadrati, sia in profondità, andando ad esplorare e catalogare sia le fondamenta e, ancora più in basso, il sostrato geologico su cui poggia. E questo spiega la collaborazione con Eni, che ha messo a disposizione del progetto le sue competenze e i suoi ingegneri geologi e minerari che solitamente si occupano di esplorazioni petrolifere. Non è la prima volta che Eni mette il suo know how a disposizione dell’arte e dei monumenti della cristianità, avendo collaborato in tal senso ai lavori di restauro della Basilica di Collemaggio a L’Aquila che a quella di San Benedetto a Norcia seguito dei terremoti rispettivamente del 2009 e del 2016. Il progetto è stato battezzato “Oltre il visibile” non solo in riferimento al valore trascendente della salvaguardia della basilica più importante di tutta la cristianità ma anche perché la tecnologia permette di fare passi da gigante nella conservazione predittiva delle strutture architettoniche.
Realtà aumentata, 3D, intelligenza artificiale hanno costituito le basi di un sistema per la cui realizzazione sono occorsi 18 mesi e 4500 ore di immissione dati: sono state infatti inserite le informazioni architettoniche derivanti da documenti e carte presenti negli archivi della Fabbrica fin dal 1600, compri gli appunti e i messaggi di Michelangelo Buonarroti ai mastri che lavoravano all’enorme cantiere della Fabbrica. A questi si aggiungono i dati che derivano dalle migliaia di sensori che coprono la superficie interna e esterna della basilica, compresi 2mila metri quadri di altari e cappelle e 10 mila metri quadri di mosaici. Il risultato è un sistema che si autoalimenta aggiornandosi e apprendendo.
Tutta questa tecnologia non servirà solo alla sicurezza architettonica ma anche a quella dei visitatori. I sensori misureranno i flussi dei visitatori e forniranno indicazioni su come regolarli e gestirli. Informazione che arriveranno anche sugli smartphone dei visitatori, indicando loro le tempistiche migliori per le visite. E permetterà anche all’amministrazione vaticana di gestire al meglio questo enorme transito (solo l’anno scorso, con il Giubileo, sono entrati nella basilica 20 milioni di visitatori) salvaguardando sia l’accesso al bene culturale e sia un ambiente meno caotico a chi invece la frequenta per motivi religiosi e devozionali. Come ha detto alla presentazione di Oltreil visbile il cardinale Mauro Gambetti, arciprete della Basilica Vaticana, permetterà di creare percorsi e flussi che garantiranno ai fedeli una visita più consona alle esigenze della devozione.
Su un versante di tecnologia più tradizionale, l’app permetterà ai fedeli anche una visita guidata con l’aiuto di un servizio di traduzione in 60 lingue gestita dall’intelligenza artificiale e anche una piattaforma in cui ciascun fedele e ciascun visitatore potrà lasciare memoria della sua visita in un hub interattivo che dovrà testimoniare il fatto che la basilica è il centro di una grande esperienza collettiva. E questo sarà anche uno dei nuovi compiti del dicastero della Comunicazione della Santa Sede. Anzi, allo scopo è stato anche realizzato un nuovo font istituzionale, il Michelangelus, ispirato alla grafia del Buonarroti, sulla base dei suoi scritti autografi conservati nell’archivio delle Fabbrica.
Foto in apertura (da sinistra, Alberto Capitanucci senior advisor della Fabbrica di San Pietro, . Claudio Granata, Direttore Stakeholder Relations & Services di Eni; il cardinale Mauro Gambetti, Arciprete della Basilica di San Pietro Annalisa Muccioli, Responsabile Ricerca e Sviluppo e funzioni tecniche di Eni; Jacopo Veneziani, storico dell’larte e autore del documentario Oltre il visibile).












