Colbert accusa Trump di censura: bloccata l’intervista al candidato dem in Texas

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L’emittente CBS respinge le accuse e richiama il rispetto delle regole federali.

Continua lo scontro aperto tra Stephen Colbert e l’amministrazione di Donald Trump dopo la mancata messa in onda di un’intervista al democratico texano James Talarico, candidato al Senato. Nel corso del suo programma, The Late Show with Stephen Colbert, trasmesso da Cbs, il conduttore ha spiegato che Talarico “era previsto qui, ma ci è stato detto in modo inequivocabile dai legali della rete, che ci hanno chiamato direttamente, che non potevamo ospitarlo in trasmissione”. Secondo il conduttore, i legali temevano che l’intervista potesse far scattare l’obbligo di concedere pari spazio televisivo agli altri candidati democratici in corsa per la nomination contro il senatore repubblicano uscente John Cornyn alle prossime elezioni del 3 novembre.

L’intervista è stata poi pubblicata sul canale YouTube del programma di Colbert, piattaforma che non rientra nella giurisdizione della Federal Communications Commission (FCC).

La risposta di Cbs

Martedì la rete ha smentito l’esistenza di un divieto formale con una nota in cui si legge: “The Late Show non è stato proibito da CBS dal mandare in onda l’intervista con il deputato James Talarico”. Inoltre l’emittente ha precisato che al programma “è stata fornita consulenza legale secondo cui la trasmissione avrebbe potuto attivare la regola del tempo uguale della FCC per altri due candidati, tra cui la deputata Jasmine Crockett, e sono state presentate opzioni su come soddisfare tale requisito”.

La scelta finale di pubblicare l’intervista a Talarico online sarebbe quindi stata una decisione editoriale del team di Colbert.

L’attacco alla Casa Bianca e alla FCC

Colbert ha prima puntato il dito contro l’amministrazione Trump: ““Chiamiamo le cose con il loro nome. L’amministrazione di Donald Trump vuole silenziare chiunque dica qualcosa di negativo su Trump in televisione, perché tutto ciò che Trump fa è guardare la TV”, ha dichiarato durante la trasmissione. Poi il comico si è scagliato contro l’interpretazione restrittiva delle norme sulla “equal time rule”, e in particolare contro il presidente della FCC, Brendan Carr con un gioco di parole in cui la sigla FCC ricorda la parolaccia “fuck you”:“Signore, lei è il presidente della FCC, quindi al diavolo la FCC — e al diavolo lei.. Perché credo che sia mosso anche lei da fini di parte”.

All’inizio del mese, infatti, la FCC ha aperto un’indagine sul talk show The View per una possibile violazione delle regole sul tempo uguale, dopo un’intervista allo stesso Talarico. Cosa che il conduttore riprende prontamente all’inizio dell’intervista al candidato democratico mostrando un cartello con scritto nero su bianco: “La FCC apre un’indagine su The View dopo la partecipazione di Talarico” (vedi foto).

Nel frattempo, la rete CBS è passata sotto il controllo del nuovo proprietario David Ellison, considerato vicino a Trump, alimentando interrogativi sull’indipendenza editoriale dell’emittente, che dal prossimo maggio non trasmetterà più lo show di Colbert.

Le accuse di “capitolazione”

La commissaria democratica della FCC, Anna M Gomez, ha criticato duramente la rete parlando di “capitolazione aziendale di fronte alla più ampia campagna di questa amministrazione per censurare e controllare il discorso pubblico”. E ha inoltre sottolineato: “La FCC non ha il potere di imporre restrizioni al discorso protetto, e qualsiasi tentativo di intimidire le emittenti affinché si autocensurino mina sia la libertà di stampa sia la fiducia del pubblico”.

La posizione di Talarico

Nell’intervista diffusa su YouTube, Talarico facendo riferimento al calo di consensi del presidente ha detto: “Penso che Donald Trump tema che stiamo per conquistare il Texas”, e ha attaccato i vertii media: I dirigenti dei media aziendali stanno svendendo il Primo Emendamento per ingraziarsi politici corrotti”.

Foto (YouTube): Stephen Colbert intervista James Talarico