Promotori dell’evento l’Istituto AI4I, OGR Torino e FOndazione CRT.
Si è tenuto il 20 febbraio, alle OGR di Torino, Officine d’Intelligenza, il primo forum nazionale dedicato all’IA applicata all’l’industria, promosso dall’Istituto Italiano di Intelligenza Artificiale (AI4I), OGR e Fondazione CRT.
Durante l’evento è stato presentato il piano strategico 2026–2030 per rafforzare il ruolo dell’Italia nell’integrazione dell’AI nei processi produttivi. Come ha evidenziato Barbara Carfagna che ha moderato i lavori, l’IA non è più una tecnologia sperimentale, ma – con il passaggio dalla fase generativa a quella agentica -, è diventata un’infrastruttura operativa destinata a entrare stabilmente nei sistemi industriali.
Pammolli: “Libertà nel lavoro, non dal lavoro”
Il presidente di AI4I, Fabio Pammolli, ha definito il forum uno spazio dove l’AI stimola creatività e innovazione. Ma ha avvertito: senza “istruzione creatrice” e nuovi talenti si rischia uno schiacciamento delle competenze.
L’innovazione come frutto del pensiero collettivo
Anna Maria Poggi, presidente della Fondazione CRT, tra i promotori del forum ha presentato le OGR Torino come luogo vivo di incontro tra ricerca, impresa, cultura e società. Poggiha ribadito la sua convinzione che l’innovazione nasca dal pensiero, “ma soprattutto dal pensiero collettivo”.
Alle OGR – ha sottolineato – si sta consolidando un ecosistema che unisce infrastrutture, capitale umano, competenze e tecnologia, e il suo auspico è che il forum rafforzi collaborazioni e progetti capaci di generare valore per Torino e per l’intero Paese.
La sfida europea tra Cina e Usa
Per Marco Gilli, presidente della Compagnia di San Paolo, Italia ed Europa devono puntare su massa critica e concentrazione delle risorse. Tre le priorità evidenziate ci sono: la creazione di una rete internazionale per attrarre talenti e investimenti; l’offerta di alta formazione con le università; il trasferimento tecnologico con incubatori e capitali “pazienti”. Operazioni queste che hanno l’obiettivo di costruire un ecosistema AI competitivo, anche fuori dal dominio delle Big Tech.
La parola ai Ministri
In collegamento video il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha ricordato che nel 2025 il 16% delle imprese italiane usa l’AI (dato Istat), il doppio rispetto al 2024 ma sotto la media UE. L’Italia però è stato il primo Paese italiano a dotarsi di una legge quadro sull’AI, con il fine ultimo di sostenere le imprese.
Per il ministro della Difesa Guido Crosetto l’AI ridefinisce “il concetto stesso di potere” e un’”AI sovrana”, autonoma su infrastrutture, dati e competenze, consente al paese di compiere delle scelte consapevoli, senza subire quelle altrui.
Physical Ai e robot umanoidi
Marco Pavone, docente alla Stanford University e direttore di ricerca in NVIDIA, ha illustrato la frontiera della “physical AI”: robot umanoidi, veicoli autonomi e fabbriche intelligenti. I costi dei robot antropomorfi sono crollati da oltre un milione di dollari a circa 20 mila in vent’anni, aprendo nuove opportunità industriali.
AI4I: 30 laboratori entro il 2028
Il direttore dell’Istituto Antonio Emilio Callegari ha annunciato l’espansione da 10 a 30 laboratori entro il 2028, focalizzati su robotica, cybersecurity e supercalcolo. Previsti 27 milioni di euro nel triennio, tra fondi pubblici e ricavi da servizi, per rafforzare competitività e sovranità tecnologica.
Dati e sicurezza per governare l’AI
Il messaggio di Alvise Biffi, presidente di Assolombrada è chiaro: le imprese devono decidere se subire o guidare la rivoluzione dell’intelligenza artificiale. Per Biffi, il vantaggio competitivo passa dai dati: abbondanti nella manifattura del Nord-Ovest, ma spesso frammentati e poco interoperabili.
Per questo con Cineca, Confindustria Piemonte, Confindustria Liguria e l’Istituto Italiano di Intelligenza Artificiale nasce Forge AI: standard comuni e cyber security per condividere i dati in modo sicuro, tutelando la proprietà intellettuale e rafforzando la competitività delle imprese.
Cultura d’impresa e formazione continua
Per Vittoria Gozzi (Duferco Energia) serve un doppio cambio culturale: manager più aperti all’innovazione e giovani più critici verso le risposte dell’AI.
Walter Renna, ceo di Fastweb+Vodafone, ha ribadito che l’AI è già realtà: il 72% dei dipendenti utilizza strumenti AI. Centrale la formazione continua e un approccio “sovrano” alla gestione dei dati, con infrastrutture interne e partnership italiane.
Foto: OGR Torino da sinistra Vittoria Gozzi, Marco Gay, Alvise Biffi, Valter Renna intervistati da Barbara Carfagna












