Lo sport ottiene successo se riesce a fare sinergia, ognuno per il proprio ruolo. È quanto emerso dal dibattito a margine della presentazione della quarta edizione dell’Osservatorio Valore Sport di The European House Ambrosetti che si è tenuta al Salone d’Onore del CONi. Punto di partenza il successo planetario dei Giochi olimpici di Milano Cortina 2026, a pochi giorni dall’inizio delle Paralimpiadi. “Voglio fare i complimenti al presidente Malagò”, ha sottolineato il n. 1 del CONI Luciano Buonfiglio, “lo sport sta imparando a fare sinergia, ogni stakeholder sta comprendendo il proprio ruolo”.
I dati dell’osservatorio
Riportare lo sport e la cultura del movimento al centro dell’agenda politica per creare valore per il Paese perché lo sport non è solo agonismo. A presentare i dati dell’Osservatorio è stato Valerio De Molli, Managing partner e Ceo, The European House – Ambrosetti e Teha Group.
Lo sport rappresenta un motore socioeconomico sempre più rilevante per il Paese: la sua filiera estesa incide per l’1,5% del PIL e l’1,6% dell’occupazione generando 32,1 miliardi di Valore Aggiunto nel 2023 impiegando 421 mila persone. Il Made in Italy sportivo rafforza la propria eccellenza e consolida la sua presenza sui mercati internazionali testimoniata dai 4,7 miliardi di export che colloca il nostro paese al 5° posto al mondo per esportazione di articoli sportivi, al 2° in Europa dopo la Germania e al primo per export verso i Pasi extra-UE. Numeri che hanno avuto un notevole incremento anche grazie all’istituzione dell’Ufficio Diplomazia Sportiva del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Gli altri dati mostrano grandi margini di miglioramento per i quali c’è bisogno ancora di parecchio lavoro e una programmazione a medio lungo termine. Se la sedentarietà diminuisce (quasi 5 milioni di persone inattive in meno), le linee guida dell’OMS dei livelli minimi di attività fisica per un adeguato stato di salute sono lontani: non lo raggiunge il 92% dei bambini italiani per il quale siamo all’ultimo posto in UE e l’81% degli adulti (22esimo posto in UE).
Il nodo cruciale rimane quello dell’impiantistica. In Italia abbiamo una dotazione di impianti 4 volte inferiore alla Finlandia, il più basso numero di ore di educazione fisica in UE (32 annue) e nonostante ciò ci attestiamo solo al 17° posto In Europa per investimenti nel settore. Dati che testimoniano ancora di più il grande valore dei successi azzurri alle Olimpiadi, invernali ed estive.
Dal punto di vista della comunicazione, le abitudini degli sportivi evolvono, diventando sempre più fidelizzati e digitalizzati. Per esempio, su un campion di 1,6 milioni di persone, il 33% di prenotazioni nei centri sportivi nel 2025 avviene via app contro il 18% del 2023; il 56% delle iscrizioni alle società sportive viene effettuato online e il 19% degli italiani utilizza strumenti digitali per praticare attività fisica.
Ma quali sono le discipline sportive che praticano gli italiani? Al primo posto c’è il fitness (33,1% del totale), seguito da calcio (20,1%), nuoto (18,7%) e sport con la racchetta, seconda disciplina per crescita (2,8%).












