Leonardo Maria Del Vecchio (foto LaPresse)

Del Vecchio sfida i media: diventare numeri uno; sì ad Ai e social, no a informazione strumentalizzata

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Nel giorno in cui GEDI firma la cessione de La Stampa a Sae, su Quotidiano Nazionale parla Leonardo Maria Del Vecchio che il 23 gennaio ha acquisito da Monrif il controllo di  Editoriale Nazionale che edita anche il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno e Luce!.

“È la prima volta che varco questa soglia: voglio imparare a conoscervi, voglio imparare da voi, sono contento di avere accanto a me una famiglia che ha dedicato anni all’editoria e creato un gruppo riconosciuto e stimato su tutto il territorio. Penso che da qui, grazie al lavoro svolto, si possa fare un grande step. Siamo qui per diventare i numeri uno”. Così l’imprenditore ed editore Leonardo Maria Del Vecchio arrivato nella sede bolognese di Quotidiano Nazionale – il Resto del Carlino incontrando la famiglia Riffeser e poi la redazione con la direttrice Agnese Pini.

“Sono un giovane imprenditore e le generazioni più giovani non hanno avuto il piacere dell’inchiostro, di sporcarsi le dita. Ricordo quando mio padre aveva il giornale e voleva essere il primo ad aprirlo – scrive QN -. La storia è ciclica e vedo già un cambiamento nel mondo dell’editoria. Un mondo importante, fatto di responsabilità civica e impegno, come accade per i medici. Non si può permettere che l’informazione venga strumentalizzata o estremizzata per far sì che qualche tiktoker abbia più follower o visualizzazioni. Gli algoritmi prediligono gli estremi, quindi più la spari grossa più vieni ascoltato: ma le polarizzazioni agli estremi, estremi di qualsiasi colore e bandiera, sono pericolose. Soprattutto per i giovani”.


Riconoscendo il sacrificio delle redazioni e dei giornalisti, Del Vecchio ha poi tenuto a precisare come “questo sacrificio debba essere veicolato anche con i nuovi mezzi: intelligenza artificiale, tecnologia e social media possono aiutare. Ma fondamentali sono persone, firme, professionalità e autorevolezza”.

Leonardo Maria Del Vecchio (foto LaPresse)