Il valore dello sport va oltre la prestazione agonistica. Le diverse opportunità per il Sistema Paese generate dalle diverse attività sportive sono state la centro del dibattito della seconda giornata della quarta edizione dell’Osservatorio Valore Sport che si è svolto al Salone d’Onore del CONI a Roma.
Ad aprire la giornata la tavola rotonda dedicata allo sport come motore di crescita del Paese, puntando su investimenti e impatti sul sistema. Per esempio, solo “il turismo sportivo genera il 60% dei ricavi con una crescita annua del 18%, più alta anche del turismo generalista”, ha sottolineato Antonella Baldino, amministratore delegato dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale.
L’artigianalità ha un grande ruolo nell’ambito del made in Italy. “Il 99,5% delle micro imprese che lavoro nell’ambito sportivo hanno fino a cinque addetti e arrivano a coprire il 70% del mercato”, ha detto Paolo Manfredi, responsabile Cluster Sport di Confartigianato Imprese, “è la fotografia del sistema produttivo italiano. Il 45,5% della manifattura dello sport sono artigiane”.
Ecco allora l’importante del posizionamento internazionale della produzione italiana. “Questo posizionamento si basa su tre asset”, ha spiegato Silvia Marrara, responsabile Ufficio Diplomazia Sportiva del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, “la credibilità rappresentata dagli atleti, dalle loro vittorie e dal lavoro delle Federazioni sportive; la capacità intendendo territori, infrastrutture e il lavoro delle imprese; la comunicazione del saper fare italiano”.

L’Italia è attenzionata per ospitare eventi sportivi anche non a cadenza regolare. “Questi appuntamenti vanno accompagnati con attività di comunicazione all’estero in anticipo sulla data di inizio delle gare”, ha proseguito Marrara, “l’evoluzione è quella da gara internazionale a evento di promozione e di networking”.
Rimane anche un forte divario di genere. “Solo fino ai 5 anni non c’è differenza di genere nella pratica sportiva, dal sesto anno in poi le donne praticano meno”, ha spiegato Michele Camisasca, Direttore Generale Istat.
L’eredità sui territori
A pochi giorni dalla chiusura dei Giochi olimpici di Milano Cortina 2026 e in attesa dell’inizio delle Paralimpiadi di attualità anche l’impatto e la legacy dei grandi eventi sportivi per i territori.
“Il turismo sportivo in Italia vale 15 miliardi di euro”, ha dichiarato Emiliano Briante, responsabile Osservatorio Valore Sport e Partner Eha, “gli eventi sportivi però non hanno solo un impatto economico ma anche sociale, ambientale, reputazionale, di notorietà e immagine oltre alla vivacità territoriale con ricadute a livello nazionale e internazionale”.
Gli Internazionali e le ATP Finals di tennis sono gli esempi virtuosi. “I ministeri competenti non hanno ancora adottato un sistema virtuoso per valutare gli impatti dei diversi eventi sportivi”, ha esordio Angelo Binaghi, presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, “per il nostro modello di sviluppo a questi appuntamenti devono entrare le persona alto spendenti perché questo porta con sé tre conseguenza: un pubblico più educato, aumenta l’impatto economico sul territorio e questa configurazione elitaria è la leva per far diventare il tennis più popolare. Per aumentare la base non serve vedere Sinner agli Internazionali ma avere la possibilità di avvicinarsi e praticare il nostro sport. Abbiamo un deficit tra domanda e offerta in termini di impiantistica con i circoli che sono costretti a non far iscrivere i bambini. Il tennis nelle scuole, il tennis in chiaro su SuperTennis, gli impianti vengono ripagati proprio dal pubblico alto spendente.
D’altronde scopo di una Federazione non è vincere la medaglia o il campione ma rendere la propria disciplina più diffusa possibile. Non dimentichiamo che per lo Stato, le Atp Finals generano un gettito fiscale 7 volte e mezzo superiore all’investimento statale”. Il tennis conta 19 milioni di appassionati contro i 21 milioni del calcio. “I nostri appassionati hanno appuntamenti concentrati in poche settimane e in spazi che possono ospitare un pubblico limitato”, aggiunge Binaghi, “il calcio si gode tutto l’anno e in stadi con maggiore capienza”.

“Il calcio muove un altro tipo di persona, ogni volta che proviamo ad alzare i prezzi veniamo criticati” risponde Ezio Simonelli, presidente della Lega Serie A, “il nostro è uno sport più popolare che genera più fatturato. Ci guida la sostenibilità: abbiamo 100 società professionistiche e il sistema poggia sugli stadi. Nee servono cinque per gli Europei e al momento ne abbiamo pronti solo due”. E gli sponsor? “Abbiamo bisogno di programmazione, di revenues dirette e di un ecosistema che ragione in un’unica direzione. Il tennis? Per noi è troppo affollato”, conclude Fabrizio Manni, Head of Sponsorship and Events di Enel.












