Mario Ruoso, editore di TelePordenone, ucciso a sprangate in casa

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Ucciso con una violenza brutale, colpito ripetutamente alla testa con un corpo contundente. Così è morto Mario Ruoso, 87 anni, storico fondatore e patron di TelePordenone, trovato senza vita nel pomeriggio di ieri nel suo attico al settimo piano di un palazzo a Pordenone, proprio di fronte alla rivendita d’auto di sua proprietà.
A trovare il corpo è stato il nipote dell’imprenditore, entrato nell’abitazione dopo ripetuti e vani tentativi di contattarlo telefonicamente.

A quanto riporta Ansa il delitto sarebbe avvenuto in un arco temporale ristretto e compatibile tra le 7 e le 8 del mattino. Un dettaglio ritenuto significativo: l’imprenditore era già vestito di tutto punto e pronto per uscire, come se stesse per iniziare la sua giornata di lavoro. Nonostante l’età, passava quasi quotidianamente nel salone di auto.

La possibile ricostruzione, fondata sulle ferite riscontrate e sui primi accertamenti tecnici, delineerebbe un’aggressione improvvisa e feroce. L’anziano sarebbe stato colpito inizialmente con un oggetto contundente privo di scanalature, verosimilmente una spranga o uno strumento simile, e stordito. Nella caduta avrebbe battuto il capo contro lo spigolo di un mobiletto dell’abitazione. A quel punto l’assassino avrebbe infierito con numerosi colpi alla testa, fino a provocarne la morte.

Dagli ambienti investigativi filtra la parola “mattanza” per descrivere la scena trovata dagli operatori sanitari quando sono stati chiamati per i soccorsi. L’arma del delitto non è stata rinvenuta, nonostante le ricerche effettuate all’interno dell’appartamento e nelle aree circostanti. Il fatto che l’omicidio sia avvenuto nelle prime ore del mattino potrebbe aver favorito la fuga dell’aggressore, approfittando di un momento in cui il via vai in zona era limitato.

Gli investigatori, coordinati dal procuratore Montrone e dal sostituto Federica Urban, hanno analizzato le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona per individuare eventuali movimenti sospetti. Sono state raccolte anche le testimonianze di vicini di casa e collaboratori.

Nel pomeriggio, riporta Ansa, ha confessato l’omicidio Loriano Bedin, 67 anni, per decenni stretto collaboratore della vittima. “Sì, sono stato io”, avrebbe detto.
Bedin era stato assunto nei primi anni Ottanta dall’emittente televisiva e vi aveva lavorato fino al 2024, quando TelePordenone aveva cessato le trasmissioni cedendo le frequenze. Anche dopo la chiusura dell’attività, i rapporti tra i due erano rimasti e frequenti, con il 67enne che continuava a svolgere piccoli e grandi incarichi per Ruoso.
Al termine dell’interrogatorio, avvenuto alla presenza del suo legale, per Bedin è scattato il fermo con l’accusa di omicidio. Le indagini proseguono per chiarire movente e dinamica del delitto.